|
HOME
FILOSOFIA E DINTORNI
Storia della filosofia
I problemi della filosofia
Filosofi e umorismo
Antologia filosofica
STORIA E DINTORNI
Appunti di storia
1300-1600
1600-1800
1900-2000
Approfondimenti
1300-1600
1600-1800
1900-2000
Documenti
PREFERITI
|
|
LA VITA A PARIGI NEL SETTECENTO
a cura di Elena Lerici 4^ E
Il 1700 viene solitamente ricordato per
le sue grandi rivoluzioni sia nel campo bellico (americana e
francese), sia nel campo scientifico, economico e filosofico: la
rivoluzione scientifica, industriale e l’avvento dell’Illuminismo. Ma
come viveva veramente la gente a cavallo fra il XVII secolo ed il
XVIII ? Per rispondere a questa domanda prendiamo in esame una delle
più famose città dell’epoca: Parigi.
La città e la vita nelle strade
La Senna, nel XVII secolo,
rappresentava la principale fonte di vita, i suoi porti, dall'Arsenal
al Louvre, assicuravano una parte essenziale dell'approvvigionamento.
Vi venivano sbarcate tutte le merci pesanti o voluminose. Gli edifici
più nobili si innalzavano.
Dal terrapieno dei Pont-Neuf, guardando
verso ovest, gli artisti non cessavano di raffigurarli, allungando le
prospettive per renderli più imponenti e, dal Pont-Rouge (poi
Pont-Royal, che lo sostituì), dipinsero la punta dell'ile de la Cité,
dominata dai torrioni di Notre-Dame.
In questa cornice stabile, quotidianamente, dall'alba alla notte, si
svolgeva uno spettacolo familiare e pittoresco. Ecco, al centro del
fiume, le immense file di legni galleggianti, formanti delle zattere
guidate da marinai muniti di lunghe pertiche. Ecco i battelli di tutte
le dimensioni, Spesso trainati dalle rive, con sopra i loro carichi,
in attesa, per gruppi compatti, di un posto libero dove approdare.
Ecco, trascinato da due cavalli, il corbilliat, in altre parole
il battello che conduceva due volte la settimana i viaggiatori da
Parigi a Corbeil, da cui prendeva il nome. Ecco, ormeggiato al porto
Saint-Paul, di fronte alla riva nord dell'ile Saint-Louis, il grande
battello proveniente da Auxerre che, al termine
di un viaggio di tre giorni, sbarcava merci e passeggeri. Madame de
Sévigné lo prese una volta per recarsi in Borgogna.
Ma un rapporto di polizia ci informa anche che le ragazze, venute
dalla campagna per sistemarsi a Parigi, erano attese al varco da
tenutarie che cercavano di trascinarle sulla via della prostituzione.
Un po' dappertutto, inoltre, erano ormeggiati lungo le prode capaci
battelli-lavatoi, animati dai colpi delle mestole e dalle grida delle
lavandaie, come se ne vedevano ancora, una cinquantina di anni fa,
davanti all'ile Saint-Louis.
Discese in lieve pendenza consentivano,
in vari punti, di portare i cavalli, i cani e anche le pecore a
bagnarsi e ad abbeverarsi nella Senna.
Riservati propriamente ai divertimenti
nautici erano i bagni della Porte Saint-Bernard, davanti all'Arsenal,
bagni che Enrico IV
aveva fatto diventare di moda, presentandosi davanti ai sudditi in
costume adamitico. La stessa veste succinta era sempre in vigore sotto
Luigi XIV, per il caldo molto forte. Eppure il sovrano aveva paura
dell'acqua e non imitò l'antenato.
Nei porti regnava un'intensa attività.
La legna scaricata veniva ad ammucchiarsi in pile enormi nell'ile
Lonviers, di fronte all'Arsenal e, dall'altra parte del fiume, nel
vasto deposito dei Port Saint-Bernard. il riscaldamento domestico e la
cottura dei cibi dipendevano da questo materiale fondamentale, di cui
ci si avvaleva largamente nell'edilizia e, ovviamente,
nell'arredamento.
Certo, la Senna era molto sporca, vi
sbucavano fogne che raccoglievano il contenuto dei rivoli delle
strade; perlomeno, però, non vi si immettevano ancora prodotti
chimici! Il pesce ed i gamberetti vi abbondavano. Stampe e pitture ci
mostrano pescatori con lenza, sulle rive o in barca, che gettano i
loro ami.
... OMISSIS ....
Bibliografia
Jacques Wilhelm, La vita
quotidiana a Parigi ai tempi del re Sole”, BUR, Rizzoli, Milano
1997
AA.VV.,
CONOSCERE , Fratelli Fabbri Editori Milano 1995
a cura di Elena Lerici 4^ E
e per saperne di più, basta cliccare
qui e avrete tutta la ricerca sul vostro computer.
copyright by Ernesto Riva
|
| |
|