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«Non è azzardato
affermare che le fondamenta della vittoria finale sul fronte occidentale
vennero poste dall’offensiva sulla Somme del 1916», Sir James
Edmonds
VERDUN
La battaglia di
Verdun iniziò il 21 febbraio del 1916 per terminare nel dicembre dello
stesso anno; fu una delle battaglie più grandi di tutti i tempi e
sicuramente la più lunga.
Tutto ebbe inizio quando, la vigilia
di Natale del 1915, lo Stato Maggiore tedesco, comandato dal generale
Erich von Falkenhayn (1), per rompere lo stallo
che durava da due anni sul fronte occidentale, approvò, sulla base di un
memorandum presentato al Kaiser per l'attacco a ovest, l'"Operazione
giudizio", un piano che aveva come scopo preciso l'annientamento
delle forze armate francesi (2).
Il luogo scelto per la battaglia,
nel settore meridionale, fu proprio la cittadina di Verdun, ritenuta
inespugnabile (3), che contava intorno sedici
fortezze. La città era ritenuta la principale porta verso la Francia.
L'assalto tedesco iniziò il 21 febbraio con la 5a Armata
tedesca, comandata dal principe ereditario (Kronprinz) Federico
Guglielmo di Prussia, che bombardò (4) le
trincee davanti alla città, facendo strage di fanteria francese e
conquistando importanti linee difensive alla sinistra del fiume Mosa.
Il 25, dopo soli quattro giorni di
battaglia, il forte Douaumont (5), il bastione
centrale delle difese di Verdun, si arrese ai tedeschi e le armate del
Kaiser fecero oltre 16.000 prigionieri. Il generale Langle de Cary
decide di abbandonare la sponda destra della Mosa ai tedeschi. E' la
soluzione strategicamente più valida ma politicamente Verdun non può
cadere. Quello stesso 25 febbraio De Castelnau, comandante in seconda di
Joffre (6) (capo di Stato Maggiore francese),
arriva a Verdun e decide di tenere la sponda destra a qualsiasi prezzo
affidando il settore a Philippe Pétain (7).
Pétain, a capo della 2a Armata e comandante della piazza di
Verdun, elaborò una strategia di difesa per rovesciare le sorti della
battaglia.
Per prima cosa fece affluire
rifornimenti e rinforzi -fino a 20.000 uomini al giorno- attraverso la "Voie
Sacrèe", cioè l'unica strada non bombardata dai cannoni tedeschi e
poi, approfittando della pausa delle truppe tedesche, fece affluire i
rinforzi intorno a Verdun. L'11 marzo iniziò la seconda offensiva
tedesca che venne portata sul lato destro della Mosa. Questa volta i
francesi riuscirono a bloccare i tedeschi e il 19 marzo l'offensiva
fallì. Il 1° maggio Pétain fu sostituto con il generale Robert Nivelle.
Il 16 maggio le armate francesi tentarono di riconquistare Fort
Douaumont, ma senza successo; così la battaglia si trasformò di nuovo in
uno stallo. Le armate francesi e tedesche finirono in una fornace
(la fournaise) che fece centinaia di migliaia di morti.
"Ils ne passeront
pas" è la parola d'ordine: Verdun diventa il simbolo della Francia,
del suo onore e della follia della guerra. Posto di fronte
all'alternativa se arrestare l'offensiva o allargare il fronte,
Falkenhayn decide di trasformare Verdun in una grande battaglia di
logoramento.
LA SOMME
Intanto il 1° luglio iniziò la
battaglia della Somme, con lo scopo di attuare una controffensiva.
Questa si concluse con grandi perdite britanniche e in nulla di fatto,
pur riuscendo ad alleggerire la pressione sul fronte di Verdun. Da
giugno a dicembre i tedeschi continuarono a lanciare molte offensive ma
i francesi resistettero. La battaglia si concluse ufficialmente il 19
dicembre con la vittoria dei francesi e di Pétain, che fu accolto come
un eroe; mentre von Falkenhayn, che aveva progettato il piano, fu
destituito e mandato sul fronte rumeno.
La strategia alleata
per il 1916 venne in gran parte formulata durante una conferenza
tenutasi a Chantilly fra il 6 e l’8 dicembre 1915, quando venne deciso
che l’anno seguente si sarebbero intraprese offensive simultanee da
parte dei russi ad est, degli italiani (da poco aderenti alla Triplice
Intesa) sulle Alpi, e degli anglo-francesi sul fronte occidentale,
assalendo così gli Imperi Centrali da tutti i lati. L'offensiva della
Somme era una tra le diverse offensive che, a Chantilly, gli alleati
avevano concordato di sferrare. Infatti, durante la battaglia della
Somme, i russi attaccarono in Ucraina (la famosa offensiva di Brusilov)
e gli italiani scatenarono l'ennesimo assalto sulla linea del fiume
Isonzo. I francesi, tenacemente aggrappati alle difese di Verdun, furono
comunque in grado di inviare truppe sufficienti a prendere parte
all'offensiva sulla Somme. Il loro contributo fu un attacco a sud del
settore britannico, vicino a Peronne, proprio dove le linee tenute dai
due eserciti alleati si univano.
A fine dicembre 1915 il generale
Haig aveva preso il posto del generale French quale comandante in capo
della Forza di spedizione britannica (BEF, British Expeditionary Force
(8)). Haig sosteneva l’opportunità di
un’offensiva nelle Fiandre: sarebbe stata vicino alle rotte di
rifornimento attraverso i porti situati sulla Manica e avrebbe avuto
come obiettivo strategico l’allontanamento dei tedeschi dalla costa
belga sul mare del Nord, da cui i loro U-boat (9)
minacciavano la Gran Bretagna.
Tuttavia, sebbene non ci fu un
accordo formale, i britannici erano in quel momento alleati minori sul
fronte occidentale e dovevano assecondare la politica francese. Nel
gennaio 1916 il comandante francese, generale Joseph Joffre, era
d’accordo che la BEF volgesse i propri sforzi maggiori nelle Fiandre, ma
dopo ulteriori discussioni in febbraio fu presa la decisione di
allestire un'offensiva combinata là dove gli eserciti francesi e
britannico si congiungevano, a cavallo del fiume Somme, in Piccardia.
I piani per
l’offensiva sulla Somme erano appena abbozzati quando i tedeschi
lanciarono la battaglia di Verdun il 21 febbraio 1916. Dato l’impegno
dei francesi nella difesa di Verdun, la loro capacità di sostenere il
proprio ruolo sulla Somme scomparve, e il peso maggiore passò sulle
spalle dei britannici. Via via che il bagno di sangue di Verdun si
trascinava, l’offensiva della Somme cambiò negli obiettivi,
dall’infliggere un colpo decisivo ai tedeschi, ad alleggerire la
pressione sull’esercito francese.
L’esercito regolare britannico,
forte di sei divisioni all’inizio della guerra, era stato letteralmente
spazzato via nelle battaglie del 1914 e 1915. Il grosso dell’esercito
era adesso costituito da volontari della Forza territoriale e dal nuovo
esercito di Lord Kitchener, che aveva iniziato a formarsi nell’agosto
1914. L’espansione dell’esercito richiedeva generali per i comandi
superiori, così ci fu un’ondata di promozioni che non sempre
riflettevano la competenza o l’abilità dei singoli. Haig stesso aveva
iniziato la guerra come comandante del I Corpo d'armata prima di passare
al comando della 1a Armata e poi della BEF.
Alla metà del 1916 la
supremazia aerea dei Fokker era finita, e i Royal Flying Corps avevano
guadagnato il primato sul campo di battaglia della Somme, dove
schieravano 10 squadroni e 185 aerei contro una forza tedesca di 129
aerei. I britannici misero in atto una vigorosa politica offensiva che
permise di effettuare osservazioni di artiglieria con aerei o aerostati,
impedendo nel contempo ai tedeschi di fare lo stesso. Solo nel settembre
l’introduzione di nuovi velivoli avrebbe nuovamente fatto pendere la
bilancia in favore dell’aviazione tedesca.
... OMISSIS...
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