| |
PRIMO PRESIDENTE FU GEORGE WASHINGTON (1732-1799): giurò sulla
Bibbia (e da allora tutti i presidenti l'avrebbero fatto) il 30 aprile
1789. Fu lui a farsi chiamare "signor presidente". Rifiutò lo stipendio
di presidente e per mantenersi aveva venduto parte della proprietà.
2° JOHN ADAMS (1735-1826), fu presidente dal 1797.
Inaugurò la nuova capitale, Washington (la prima era stata
Filadelfia): fu deciso di costruire la città nel Distretto di
Columbia, un apprezzamento di 10 miglia quadrata da acquistare da
piantatori e contadini e da sottrarre alle giurisdizione locale per
porla sotto quella del Congresso; in omaggio a Giorgio Washington, morto
da pochi mesi, le fu dato quel nome.
3° THOMAS JEFFERSON (1743-1826) vinse le elezioni nel 1800; è
lui che scrisse l'incipit della Dichiarazione di Indipendenza. Egli
sosteneva la REPUBBLICA: contro ogni invadenza del potere centrale, che
era visto come limitazione della libertà personale. D’altra parte la
proprietà privata era considerata la radice di ogni autonomia e parità,
uguaglianza di opportunità.
4° presidente fu MADISON che con HAMILTON scrisse il giornale
The Federalist: federalismo nazionale con equilibrio tra governo
nazionale federale eletto dal popolo e i singoli Stati che accettavano
di far parte dell'unione. I 10 emendamenti alla Costituzione
approvati nel 1791 e conosciuti come BILL OF RIGHTS difendevano gli
individui dal potere del governo nazionale tutelando i diritti degli
imputati nei processi e le libertà di parola, stampa ecc.
5° Nel 1823 MONROE (1758-1831) enunciò la dottrina della non
ingerenza degli europei negli affari USA (dottrina di Monroe).
L’America agli americani = non più considerare gli USA come colonia. In
più "noi non intendiamo prendere parte nelle guerre che le potenze
europee si combattono". DA QUI ISOLAZIONISMO. Durante il suo mandato la
Casa Bianca fu così chiamata perché la residenza del presidente
Usa fu appunto restaurata e intonacata.
6° J. Q. ADAMS: battaglia per l’abolizione della schiavitù.
7° JACKSON (1767-1845) istituì lo SPOIL SYSTEM: ricambio
del personale ministeriale ad ogni cambiamento di presidente; e la
CONVENTION: assemblea nazionale dei delegati come sede di formazione
delle candidature presidenziali
LA GUERRA DI SECESSIONE USA (1861-65)
o GUERRA CIVILE AMERICANA
Fu la prima grande guerra
moderna: fucile Winchester sostituì il moschetto; telegrafo; servizio
medico modernizzato. Dai 13 stati iniziali si giungerà ai 45 del 1890.
Si pensava che il problema della schiavitù sarebbe gradualmente
scomparso. Nel 1808 fu abolito il commercio degli schiavi. Ma gli Stati
del sud trovarono una ragione di unità proprio nella schiavitù intesa
come fattore di sviluppo (piantagioni di cotone, canna da zucchero,
tabacco). A mano a mano che la frontiera si spostava verso l'Ovest, si
allarga sia il Nord libero che il Sud schiavista. (Nel 1819 su 22 stati
11 erano schiavisti e 11 no).
Nel 1858 Lincoln si candidò a senatore dell'Illinois ma fu sconfitto dal
democratico Stephen Douglas. Nel 1860 capitò un'incursione in
Virginia dal fanatico antischiavista John Brown che 3 anni prima
aveva catturato e ucciso 5 coloni. Ciò mise in allarme sia i sudisti,
che temevano la fine della schiavitù, sia gli antischiavisti che videro
in Brown, condannato a morte, il martire di una grande causa.
L'elezione a presidente di Lincoln (1860-65) diede il via alla
rivolta del Sud. La schiavitù era stata riconosciuta implicitamente
nella Costituzione del 1787, che si era limitata a fissare nel 1808
il termine della tratta degli schiavi. In realtà fu la grande
crescita economica ad accentuare le diversità regionali aggravando il
conflitto tra Nord e Sud, intorno al mantenimento o no degli schiavi. Il
Nord era dominato dall'industria, dai porti, dalle banche e
protezionismo. Nel Sud l'economia si basava sulle piantagioni e aveva
bisogno di tariffe doganali basse per esportare (mentre il Nord le
voleva mantenere elevate). Il West (ovest) era visto dal Sud come posta
in gioco per estendervi la schiavitù e il Nord vi vedeva lo sbocco per
le industrie. Il motivo scatenante fu il regime a cui avrebbero dovuto
essere assoggettati i nuovi Stati dell’Ovest che entravano nell'Unione.
L'apertura delle ostilità si ebbe dopo le elezioni di Lincoln, nel
1861, quando la Carolina del Sud con altri 10 Stati promosse la
secessione, costituendo una Confederazione con capitale Richmond, e le
sue truppe conquistarono FORT SUMMER.
Il Presidente non poté, in nome del legittimo governo federale, che
dichiarare guerra agli insorti: il suo obiettivo era salvare l'Unione e
riportare dentro anche con la forza i secessionisti (vi erano 23 stati
del Nord e 11 Stati del Sud). Nella prima fase i confederali (sudisti)
vinsero attestandosi lungo il fronte del Potomac, il fiume che passa per
Washington, dividendo il nord dal sud. Ma nel marzo 1862 il Nord
cominciò a prevalere su tutti fronti.
Nel settembre 1862 Lincoln proclamò l'emancipazione dei schiavi neri.
La guerra però proseguì. Il Generale Robert Lee vinse a
Frederickburg in Virginia ma fu fermato a Gettysburg nel luglio 1863
al confine meridionale della Pennsylvania dal generale Ulysses Grant
(futuro presidente USA). Il generale unionista William Sherman conquistò
Atlanta e poi la Georgia fino al porto Atlantico di Savannah. Il 9
aprile 1865 il generale Lee si arrese.
Nel 1864 Lincoln fu rieletto per la seconda volta. Il 3 aprile 1865
Lincoln entrò nella riconquistata Richmond che era stata la capitale
sudista.
Ma il 14 aprile 1865, un fanatico sudista, l'attore John Wilkes Booth,
uccise il presidente nel palco di un teatro di Washington.
Il successore fu ANDREW JOHNSON (1865) che si occupò della
ricostruzione (1865-77).
Egli nominò nuovi governatori negli stati ex confederati; restituì i
diritti politici a gran parte dei meridionali; perdono presidenziale;
convocò per ogni Stato una Convenzione col compito di normalizzare la
situazione post-bellica e ratificare gli Emendamenti alla Costituzione
che mettevano fine alla schiavitù: il 13° infatti aboliva la schiavitù;
il 14° diceva che "tutte le persone nate negli USA o naturalizzate sono
cittadini USA...".
Ma il Sud in genere (tranne il Tennessee) rifiutò il 14° fino al 1868.
Nel 1869 il Congresso approvò un altro emendamento, il 15°, che vietava
di "negare il diritto di voto per ragioni di razza e colore". Con
l'estate 1868 il Congresso aveva riamesso nell’Unione 7 Stati su 1.
Il periodo di ricostruzione fu ambiguo con conflitti, recessione,
corruzione. In fondo i vari Governi fallirono: la lotta dei neri per
l'uguaglianza fu rimandata al XX secolo, quando diventò non solo più un
problema meridionale ma dell'intera nazione. Si ricordano a questo
riguardo i nomi di M.L. KING (nell’agosto 1963, pronunciò un famoso
discorso: I have a dream) che morì assassinato nel 1968 e MALCOM X (morì
nel 1965).
Finalmente nel 1965 vi furono le leggi federali contro la segregazione
razziale.
copyright by Ernesto Riva
|
|