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   UMBERTO NOBILE E LA CONQUISTA DEL POLO

a cura di Federica Masnari, classe V^E


Nato a Lauro (Avellino) il 21 gennaio 1885; morto a Roma il 30 luglio 1978.
Professore ordinario di Costruzioni Aeronautiche nell’Università di Napoli.
Accademico Pontificio dal 28 ottobre 1936.
Generale dell’Aeronautica Italiana (Corpo Ingegneri).
Aeronauta ed esploratore polare.


Umberto Nobile fu uno dei grandi italiani del Novecento. Ingegnere di grandi qualità, insigne studioso, pioniere e innovatore negli studi aeronautici, fu anche pilota collaudatore delle sue stesse realizzazioni e coraggioso esploratore polare. Singolarmente il suo ricordo è soprattutto associato al suo unico, grande, fallimento: la tragedia del dirigibile “Italia” da lui comandato. Questa pur grande tragedia ha finito per offuscare l’immagine di un uomo che fu anche un grande uomo di scienza.

Gli inizi
Dopo gli studi classici frequentò l’Università e la Scuola d’ingegneria di Napoli, laureandosi nel 1908 Ingegnere Industriale Meccanico. Nel medesimo anno conseguì un diploma speciale in Elettrotecnica. L’inizio della sua attività non riguardò questioni aeronautiche: l’aeronautica era infatti ai suoi primissimi albori: solo sei anni prima, nel 1903, i fratelli Wright avevano sperimentato il volo. Così Nobile, nel 1909, entrato a far parte dell’Ispettorato delle Ferrovie, si occupò di questioni di trazione elettrica, tuttavia ben presto si trovò ad affrontare quegli studi cui avrebbe in seguito dedicato tutta la vita: a 26 anni, nel 1911-1912, fu comandato a frequentare un corso di Costruzioni Aeronautiche presso il Battaglione Specialisti del Genio, in Roma, risultando primo agli esami finali.

Negli anni dal 1915 al 1917, assegnato allo Stabilimento Militare di Costruzioni Aeronautiche in Roma, dove collaborò alla costruzione dei dirigibili militari. Dimostrò subito ingegno e competenza e nel 1916 prese l’iniziativa della costruzione di un nuovo dirigibile militare per l’esplorazione del mare (dirigibile “0”): di questo dirigibile vennero costruiti oltre quindici esemplari. Nel dicembre 1917 fu nominato Vice-Direttore e nel luglio 1919 Direttore dello Stabilimento Militare di Costruzioni Aeronautiche e mantenne questo incarico fino a tutto il 1927, dedicandosi al perfezionamento delle costruzioni dei dirigibili semirigidi, in modo da eliminare la scarsa compattezza e robustezza della costruzione e la grande resistenza all’avanzamento nell’aria. A tale scopo, fin dal 1918, propose di adottare una travatura metallica a sezione triangolare col vertice in basso, la cabina di comando facendo parte integrale della travatura stessa. L’idea fu realizzata nel semirigido “Roma” da 35.000 m3 progettato da un gruppo di ingegneri, fra cui Nobile stesso, il quale, poi, ne diresse la costruzione.

Ulteriori studi e modifiche perfezionarono ulteriormente la costruzione dei dirigibili semirigidi, finché, nel 1922 si giunse alla progettazione di un nuovo tipo di dirigibile semirigido, denominato “tipo N”, i cui brevetti d’invenzione vennero poi ceduti all’Amministrazione Aeronautica. I dirigibili della classe “N”, dovuti principalmente all’ingegno di Nobile, furono anche quelli con i quali si compirono le sue imprese.

Il periodo 1919-1922 segnò per le costruzioni di dirigibili da lui dirette un periodo assai fecondo perché vennero costruiti per vari Governi (Stati Uniti, Spagna, Argentina) altri otto dirigibili di diversi tipi e dimensioni, dai 1.500 ai 35.000 metri cubi. Nell’estate 1922 Nobile si recò negli Stati Uniti d’America essendo stato prescelto come consulente per la costruzione del dirigibile militare R. S. 1 presso la Goodyear, Akron, Ohio. Tornato in Italia nel febbraio 1923, diresse la costruzione del nuovo dirigibile “N1”, che fornì brillanti prestazioni. Nelle prove in volo fu raggiunta una velocità di 115 km. all’ora con soli 750 cavalli di potenza motrice, che per l’epoca e per il volo in dirigibile rappresentava un notevolissimo risultato.

Al dirigibile “N1” seguì nel 1924 la costruzione del modello “Mr”, il più piccolo dirigibile del mondo, che per l’originalità costruttiva e le splendide qualità di volo rappresentò un grande successo tecnico. Con questo dirigibile, da lui personalmente pilotato, Nobile eseguì oltre un centinaio di voli sperimentali, fra cui quelli per lo studio dell’atterraggio ed ammaraggio meccanico che portarono a notevoli miglioramenti anche nei sistemi di ormeggio e alla riduzione degli spazi di manovra. A questi dirigibili seguirono, realizzando successivi miglioramenti strutturali, il dirigibile “N2”, costruito per la Marina Italiana, il dirigibile “N3”, costruito per la Marina Giapponese, il dirigibile “N4” e finalmente i dirigibili “N5” ed “N6”. Quest’ultimo con cubatura di 55.000 m3 la cui costruzione iniziatasi nel 1926 venne interrotta a metà nel 1927.

All’infuori del campo dei dirigibili Nobile si occupò di numerose altre questioni aeronautiche. Citeremo i suoi studi sui paracadute che risalgono all’anno 1918: produssero un tipo originale di paracadute adottato dal Ministero della Guerra per i dirigibili e per i palloni frenati da osservazione. Più tardi Nobile costruì un paracadute collettivo che venne premiato dal Commissariato di Aeronautica, ed infine, nel 1920, un paracadute individuale per aeroplano sperimentato con buon esito. Nel 1922 collaborò con l’ing. Gianni Caproni nella progettazione di un primo aeroplano metallico con strutture tubolari in acciaio, simili a quelle in uso nei dirigibili. Nel 1924 ideò un sistema di atterraggio frenato per aeroplani, che venne premiato dal Ministero dell’Aeronautica; ed infine nel medesimo anno collaborò con il Generale Alessandro Guidoni allo studio ed alla costruzione di un elicottero occupandosi in particolare della progettazione dell’elica metallica. Nel novembre 1923, Nobile fu nominato Tenente Colonnello del Genio Aeronautico; il 1° luglio 1925 ottenne il brevetto di Comandante di dirigibile in collaudo.

La prima spedizione polare
Nell’autunno 1925 Nobile accettò l’invito rivoltogli dall’esploratore norvegese Roald Amundsen di collaborare ad una spedizione artica dalle isole Spitzbergen (la denominazione attuale di questo arcipelago, che ricade sotto la sovranità della Norvegia, è Svalbard) al Polo e dal Polo all’Alaska. Per questa spedizione egli propose di utilizzare il dirigibile “N1” di 19.000 m3. Fra l’ottobre 1925 ed il marzo 1926 Nobile - promosso Colonnello nel novembre 1925 - organizzò, in accordo e con l’aiuto del Governo Italiano, tutta la parte aeronautica della spedizione, non solo apportando al dirigibile le modifiche rese necessarie dallo speciale volo che doveva compiere, ma anche preparando le basi, formando ed allenando l’equipaggio. Va ricordato, fra l’altro, il pilone di ormeggio da lui progettato e sperimentato con pieno successo, di cui vennero costruiti quattro esemplari, a Roma, Oslo, a Vadso (Norvegia), alla Baia del Re (isole Spitzbergen), che furono rispettivamente località di partenza, tappe intermedie del lungo volo di trasferimento verso Nord e base di partenza per il volo transpolare. Nominato comandante del dirigibile N1, che era stato battezzato “NORGE”, ne diresse il volo da Roma alle isole Svalbard, e da queste, poi, attraverso il Polo Nord, fino all’Alaska, aprendo per la prima volta nella storia la Rotta Polare. In Alaska, dopo circa 5.300 km di volo ininterrotto, il dirigibile atterrò incolume senza alcun aiuto da terra, mediante l’impiego di un dispositivo di atterraggio da Nobile stesso ideato. La missione, denominata “Amundsen–Ellsworth-Nobile Transpolar Flight – 1926”, fu un successo che ebbe risonanza mondiale.

Per Nobile fu un gran successo personale: il 18 maggio 1926 il Governo Italiano pose Nobile all’ordine del giorno della Nazione, il 19 giugno 1926 gli venne conferito l’ordine militare di Savoia, il 1° luglio 1926 fu promosso Generale del Genio Aeronautico, nell’ottobre 1926 la Regia Università di Genova gli conferiva la laurea di Dottore in Scienze Nautiche e nel novembre 1926 venne nominato professore ordinario di Costruzioni Aeronautiche presso la Regia Scuola d’Ingegneria di Napoli. Durante l’inverno 1926-1927 Nobile si recò in Giappone per montare e collaudare il dirigibile “N 3” e al tempo stesso tenere un corso di pilotaggio per gli Ufficiali della Marina Giapponese. Al ritorno dal Giappone fu nominato Direttore della Regia Scuola di Ingegneria di Napoli.
... OMISSIS... 

 

 

 

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