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ANARCHISMO : società senza legge né autorità
PROUDHON : l'armonia sociale è rotta dallo Stato, dalle leggi,
dall'autorità. Bisogna liberare l'umanità dalle leggi e dallo Stato: gli
uomini devono vivere in organismi sociali autonomi, frutto di contratto
liberi e non imposte da leggi.
STIRNER : Stato, diritti, libertà sono limitazioni. Gli individui devono
coesistere senza lo Stato, senza leggi, senza morale, agendo
egoisticamente e, per questo, sentendosi legati da siffatto interesse.
BAKUNIN : l'autorità, il diritto. lo Stato sono violenza organizzata :
Vi dovrebbe essere un libero contratto fra individui che dà luogo a
libere federazioni.
KROPOTKIN : alla violenza dello Stato si deve contraporre violenza:
distruggere tutto con ogni mezzo.
SOCIALISMO : fase iniziale del comunismo.
Il socialismo implica la socializzazione, parziale o totale , degli
strumenti di produzione (più che dei beni di consumo) ed include una
statalizzazione (maggiore o minore) delle forze economiche e di
conseguenza un controllo politico sull'organizzazione e gestione delle
imprese e sull'ordinamento dello Stato stesso.
Il termine socialismo nasce nei primi decenni dell'Ottocento in
Inghilterra con un significato polemico di contrapposizione al
capitalismo e al liberalismo individualistico. il socialismo moderno è
una conseguenza della rivoluzione industriale, con cui è nata la classe
operaia, e della Rivoluzione francese, che ha inaugurato la politica
come programma. La rivoluzione industriale ha sconvolto i tradizionali
assetti societari, imponendo un'urbanizzazione forzata, ed ha sottoposto
a sfruttamento brutale la forza-lavoro. Il socialismo è nato come
reazione a quella devastazione; ha rivendicato la riappropriazione del
valore prodotto dagli operai ed ha opposto all'etica della competizione
e dell'individualismo quella della solidarietà, dell'egualitarismo e
della "socializzazione", ciò della proprietà comune o collettiva dei
mezzi di produzione.
Il socialismo è un sistema politico che sottolinea la costruzione di un
governo che gestisca il potere "per il popolo". Tra libertà ed
eguaglianza, il socialismo pone l'accento su quest'ultima. L'idea di
fondo è che la democrazia politica non ha significato concreto se non di
fonda su un'autentica eguaglianza economica e sociale. Per il
socialismo, la possibilità di scegliere attraverso libere elezioni i
partiti da mandare al governo rischia di diventare solo la facoltà dei
cittadini di scegliere il proprio padrone; le libertà difese dai
liberali vengono bollate come "libertà borghesi", nel senso che esse
rispondono ad interessi esclusivi della borghesia e non del popolo nel
suo complesso. Il socialismo cerca dunque di edificare una democrazia
attraverso un'organizzazione dello Stato capace di favorire
l'eguaglianza economia e sociale.
Marx aveva definito "utopistici" i socialismi che sono incapaci di
svolgere una analisi "scientifica" della società presente e di indicare
una strategia positiva di uscita dal capitalismo, (cfr. le teorie di
Saint Simon, Proudhon, Blanc, Owen, Fourier ecc.). Per distinguersi dai
socialisti del tempo, Marx ed Engels definirono il loro socialismo
"scientifico" e adottarono esplicitamente il termine comunismo, (cfr. il
Manifesto del partito comunista, 1848).
COMUNISMO O SOCIALISMO SCIENTIFICO: Il comunismo è il risultato
inevitabile dello sviluppo storico): abolizione delle classi e dello
Stato. Dottrina che allo scopo di sopprimere lo sfruttamento del
proletariato da parte della borghesia capitalistica tende a negare la
proprietà privata, ad essa sostituendo la proprietà comune.
Il comunismo è la condizione della società in cui non c'è proprietà
privata, non c'è una divisione socialmente rilevante del lavoro o una
proprietà esclusiva degli strumenti e de mezzi di produzione, non c'è un
uso del denaro in sostituzione del controllo sociale della produzione, e
in cui la produzione è direttamente rivolta all'uso.
Questo stadio sarà raggiunto quale conseguenza del crollo interno del
capitalismo, quando il proletariato arriverà a "espropriare gli
espropriatori" e renderà di proprietà sociale i mezzi di produzione, di
distribuzione e di scambio. Marx prevede che le consuetudine
capitalistiche e l'uso del denaro non verranno aboliti da un giorno
all'altro; la rivoluzione sarà accompagnata da una fase di dittatura del
proletariato temporaneamente repressiva, e il proletariato sarà la
grande maggioranza dell'umanità, e tale da impedire che la vecchia
classe dirigente riconquisti il potere.
Economicamente , la prima fase comunismo, detta socialismo dai seguaci
di Marx, sarà basata sulla continuazione di una economia monetaria e di
una disciplina del lavoro democratizzata.
Quando poi le ultime tracce delle abitudine borghesi saranno state
eliminate, il principio della società diventerà : "Da ciascuno secondo
le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni". Per Marx la
priorità spetta alla società civile e non allo stato, in quanto quest'ultimo
mantiene le disuguaglianze e le divisioni in classe superate nella
società comunistica.
Il termine "comunismo" richiama l'ideale dell'eguaglianza tra gli uomini
e la proprietà comune dei beni. Esso è molto antico (si pensi solo al
"comunismo aristocratico" di Platone, al "comunismo " del cristianesimo
delle origini, al "comunismo" delle utopie politiche del Rinascimento),
ma nell'accezione contemporanea, il comunismo e strettamente collegato
con il marxismo.
Il termine cadrà in disuso negli ultimi decenni dell'Ottocento e verrà
recuperato da Lenin, in chiave polemica , nei confronti del "socialismo"
della Seconda internazionale , accusato aver perso la sua carica
rivoluzionaria. Ufficialmente quindi il comunismo nacque nel 1918,
quando la frazione bolscevica del Partito operaio socialdemocratico
russo si costituì in Partito comunista russo. Nel marzo del 1919 fu
fondata la Terza internazionale o Internazionale comunista (COMINTERN).
Quali sono le differenze allora tra socialismo e comunismo? In
generale possiamo dire che secondo Marx, essi sono due fasi diverse del
processo di rivoluzione sociale. Il socialismo è la fase che segue
immediatamente la caduta della società capitalistica; essa è
caratterizzata dal fatto che ognuno riceve in relazione e quanto dà; lo
stato è ancora in vita e la forma di potere è la dittatura del
proletariato (dittatura della maggioranza degli oppressi sulla minoranza
degli oppressori; per Kautsky consisteva nel controllo delle
istituzioni, in particolar modo del Parlamento, da parte delle masse.
Alla violenza si sarebbe ricorsi solo nel caso del mancato rispetto
delle regole del gioco democratico da parte delle vecchie classi
dirigenti).
Il comunismo è invece la fase in cui, eliminate definitivamente le forze
contro rivoluzionarie, e con esse la divisione della società in classi,
superata la necessità della dittatura, lo Stato si estingue e la società
può finalmente adottare il principio "da ciascuno secondo le sue
capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni" (cfr. Marx, Critica al
programma di Gotha).
Marx precisa inoltre che comunismo non significa abolizione della
proprietà privata in generale, ma abolizione della proprietà borghese :
"Il comunismo... toglie soltanto il potere di asservire il lavoro altrui
attraverso quella appropriazione" (Manifesto ,2^ parte).
Torniamo alla storia, Lo scopo della Terza Internazionale nel 1919 (dopo
la Prima nel 1864 degli operai e la Seconda nel 1889 in cui prevalsero i
marxisti) fu l'organizzazione della rivoluzione mondiale.
Marx aveva visto nella Comune di Parigi del 1871 "la forma infine
trovata" dell'autogoverno della classe operaia. Lenin vedrà nei Soviet,
nei consigli, gli organismi politici simili alla Comune che avrebbero
costituito l'ordito del nuovo Stato, lo Stato operaio, la democrazia
proletaria. Su questo punto però il comunismo presentò una precoce
frattura. Per quanto Lenin abbia esaltato i consigli come la nuova
organizzazione dello stato socialista, ben presto essi furono soffocati
dalla presenza schiacciante del partito.
Le grandi difficoltà economiche e politiche, il fatto che i bolscevichi
rimanessero nel paese una minoranza, la stessa impreparazione delle
masse spinsero verso una centralizzazione politica, militare e
burocratica.
Così il fatto che il partito finisse col confondersi sempre più con lo
Stato,non fece che consolidare quest'ultimo, contro tutte le
prescrizioni e previsioni di Marx. Il tema della "estinzione dello
Stato" mostrerà quindi tutta la sua carica utopica (come ben
riconoscerà, nel crudo realismo Stalin); così apparirà evidente che la
dimensione del "politico" non può facilmente essere esorcizzata e
assorbita in quella sociale.
Una analisi critica del cosiddetto "socialismo reale" non trova posto in
questa sede. Gli avvenimenti dell'Est europeo (crollo del muro di
Berlino nel 1989 ecc.)indicano per lo meno che il comunismo ha
sottovalutato il suo nemico numero uno, il capitalismo. La classe
dirigente sovietica non ha fatto che un lavoro di modernizzazione, che
col socialismo ha ben poco a che fare, lo scopo essendo quello di
perseguire quello che ha realizzato "la borghesia nell'Europa
occidentale e negli Stati Uniti" (A. Pannekoek). I regimi comunisti non
hanno offerto una vera alternativa alle democrazie liberali di tipo
occidentali e, inoltre , l'economia di mercato è rimasta nei tempi
lunghi più efficiente e più efficace.
Nell'Europa occidentale i partiti comunisti hanno compiuto una revisione
radicale di strategia e dottrina, spinti a ciò sia dai numerosi aspetti
critici dei regimi dell'Est, sia dalla necessità di ottenere piena
legittimazione entro il quadro delle democrazie parlamentari. Allo stato
attuale le differenze tra partiti socialisti e partiti comunisti vertono
sopratutto sulla diversità di valutazioni politiche e non tanto sui
fondamenti teorici (tranne gli estremisti, viene ormai accettata la
democrazia parlamentare e l'economia di mercato).
SOCIALDEMOCRAZIA.
Concludo con un cenno alla
socialdemocrazia. Eduard BERNSTEIN (1850-1932) fu l'autore de I
presupposti del socialismo e i compiti della socialdemocrazia
(1899), il testo fondamentale del revisionismo marxista.
Bernstein sosteneva che alcune revisioni di Marx non si erano avverate:
le masse non si era impoverite, i salari mostravano una tendenza alla
crescita , mancavano i segni di una polarizzazione sociale, la
diffusione delle società per azioni (SPA) stava aumentando il numero dei
proprietari , la lotta di classe invece di accentuarsi, il socialismo
mostrava di essere in grado di realizzare continue conquiste a favore
delle masse popolari.
B. rifiutava perciò l'idea di un crollo inevitabile e imminente del
capitalismo; abbandonava l'idea che l'ascesa al potere fosse possibile
solo attraverso una rivoluzione o una catastrofe; era convinto che il
socialismo non era l'antitesi ma il completamento del liberalismo ;
accettava la lotta politica secondo le regole della democrazia liberale.
Il fine ultimo, la società socialista, era riconfermato, ma di fatto si
allontanava sempre di più, diventava un semplice ideale; Ciò che
dovevano contare erano le conquiste continue, il miglioramento
progressivo.
Dalla parte opposta dei revisionisti, vi erano i rivoluzionari , cioè
coloro che ritenevano che al socialismo non si potesse giungere se non
attraverso una rottura violenta . Riforme e rivoluzioni sono infatti ad
un certo punto incompatibili (cfr. ROSA LUXEMBURG 1870-1919).
Tra i due, si collocava il centro, che aveva come leader KAUTSY
(1854-1938), il quale prevedeva la conquista graduale del potere da
parte di una maggioranza parlamentare; una nuova costituzione; una
legislazione atta a costruire il nuovo ordine socialista. Il
proletariato sarebbe infatti divenuto, per Kautsky, prima o poi la
maggioranza del popolo e avrebbe aderito all'idea socialista. Kautsky
aveva ormai accettato il metodo democratico e non riusciva nemmeno ad
immaginare che si potesse andare al potere senza il consenso della
maggioranza del popolo.
Dopo la prima guerra mondiale, la socialdemocrazia definì la sua
identità in relazione ai due grandi problemi che si trova ad affrontare
: il giudizio sul comunismo e gli impegni di governo.
Dal comunismo prese le distanze per il rifiuto della violenza, per la
convinzione che lo Stato può essere conquistato servendosi delle
istituzioni democratiche e per l'accentuazione dei caratteri nazionali.
Non rifiutò più inoltre le coalizioni con gli altri partiti borghesi. Il
socialismo , secondo Kautsky, può affermarsi solo sulle basi della
industrializzazione capitalistica; la rivoluzione in Russia fallirà o si
risolverà in dittatura. Se i comunisti pensavano alla possibilità di una
rivoluzione mondiale, i socialdemocratici ritenevano che ogni paese
aveva tempi propri di sviluppo.
La socialdemocrazia europea, sempre più coinvolta in coalizioni
governative, si impegnò a dare il suo contributo al processo
razionalizzazione capitalistica, particolarmente nel momento della
riconversione economica postbellica e dopo la crisi del '29, secondo il
progetto di un'economia organizzata. La matrice operaia, di classe,
doveva quindi essere abbandonata perché il socialismo potesse diventare
il portavoce di masse popolari più ampie e composite.
Nel secondo dopoguerra la socialdemocrazia, ad es. in Germania, ha
raggiunto un compromesso fra socialismo e capitalismo, riformismo e
accumulazione,e cioè da un punto di vista ideologico propugna un
umanesimo che si richiama al marxismo ma senza privilegiarlo; sostiene
poi la democrazia parlamentare , le politiche di ridistribuzione del
reddito e dei servizi sociali, rispetta l'impresa privata e la logica
del mercato ecc.
copyright by Ernesto Riva
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