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Siamo soli nell’universo o
esistono altre civiltà extraterrestri ? La domanda è vecchia quanto
l’uomo : dai Greci a Lucrezio a Bruno a Kant (per non citare che alcuni
nomi) fino ad oggi, l’umanità ha sempre scrutato il cielo e si è sempre
chiesta se è solo essa l’unica specie vivente in tutto il cosmo. Se però
nei tempi passati si potevano fare soltanto delle ipotesi o avanzare
delle teorie più o meno fondate, le cose sono cambiate in questi ultimi
anni.
Oggi possiamo finalmente fare qualcosa di concreto per poter rispondere
a questo affascinante interrogativo. Vi è per esempio il progetto di
ricerca S.E.T.I. (=ricerca di intelligenza extraterrestre) che, da circa
trent’anni a questa parte, cerca di sondare le profondità dell’universo
alla ricerca di un segnale diverso dal solito che possa indicare una
fonte di energia sconosciuta. A poco più di un quarto di secolo fa
risale poi il primo tentativo di inviare un messaggio umano nel cosmo:
il 2 Marzo 1972 fu lanciata la sonda Pioneer 10. Fissata su una parte
della sonda vi è una placca dorata su cui sono incise due figure (un
uomo e una donna) e, accanto a loro, le posizioni di 14 pulsar (un tipo
di stelle a neutroni) che costituiscono una sorta di mappa per poter
risalire al pianeta da cui la sonda è partita. Per la prima volta un
manufatto terrestre sta viaggiando oltre il sistema solare! Ma ci
pensate! Sono passati migliaia e migliaia di anni da quando i nostri
progenitori scheggiavano selci nelle savane !
Questo vuol dire che … benché molti ritengano l’umanità ormai vecchia,
benché alcuni parlino di una imminente fine del mondo, io ritengo, al
contrario, che siamo ancora agli inizi della nostra “avventura
intellettuale”, che la nostra conoscenza è ancora molto limitata e che
nessuno possa dire che cosa ci riserverà l’esplorazione dello spazio
(l’uomo è andato sulla Luna nel 1969 !). penso che il secolo appena
iniziato e questo millennio saranno dedicati soprattutto alla ricerca
spaziale perché i vari governi dovranno rendersi conto dell’importanza
di spendere soldi in quella direzione : in altre parole, credo proprio
che l’esplorazione di altri mondi sarà la principale avventura a cui
l’uomo si dedicherà negli anni a venire.
Ma torniamo al quesito iniziale. Siamo veramente soli nell’universo ? La
risposta è per adesso una sola : non lo sappiamo. E dico per adesso
perché ovviamente nulla vieta che un domani potremo saperlo. Per ora
possiamo soltanto dire: "Non lo sappiamo, possiamo fare solo delle stime
statistiche”. A questo riguardo, il prof. Frank Drake (radioastronomo e
presidente del progetto SETI) ha elaborato un’equazione diventata ormai
famosa per calcolare quante civiltà potrebbero esistere nella nostra Via
Lattea.
Eccola : N=R x Fp x N1 x F1 x Fi x Fc x L .
Tradotta in termini comprensibili alla maggior parte delle persone,
vorrebbe dire che nella nostra galassia potrebbero esistere almeno 600
civiltà extraterrestri!
Una cosa è però la statistica e un’altra la realtà concreta. Infatti a
noi interesserebbe venire in contatto con gli eventuali extraterrestri e
non ci accontentiamo affatto di stare a calcolare se essi ci possono
essere oppure no.
In effetti, alcuni dicono che i contatti ci sono stati : molti avrebbero
visto i cosiddetti UFO e molti sarebbero addirittura stati “rapiti”
dagli extraterrestri e poi riportati sulla Terra! Se volete sapere la
mia opinione …beh, io non credo né agli uni né agli altri. Nel primo
caso perché quello che alcuni ritengono di aver visto può rivelarsi
un’illusione : ho letto ultimamente che la CIA, il servizio segreto
statunitense, ha dichiarato di aver lasciato credere che molti
avvistamenti di velivoli insoliti fossero degli UFO – mentre erano dei
prototipi o delle armi segrete – per difendere appunto il segreto
militare ! Nel secondo caso perché mi sembrano delle frottole bell’e
buone, anche perché … nessuno dei sedicenti rapiti,guarda caso, ha
riportato a casa un qualunque oggetto alieno,un qualche ricordino dopo
un’esperienza del genere !
Beninteso, ciò non esclude, a priori, che un giorno non potrà avvenire
qualcosa del genere (il film Incontri ravvicinati del terzo tipo è un
verosimile esempio di quello che potrebbe accadere) ma, per ora, ripeto,
mi permetto di dubitarne.
Si rifletta anche su tutte le condizioni che un ipotetico sistema solare
simile al nostro dovrebbe soddisfare affinché vi si possa sviluppare la
vita. Secondo il chimico Shapiro e il fisico Feinberg, vi sono almeno
tre condizioni essenziali: disponibilità di energia; un sistema di
materia capace di interagire con l’energia e di usarla per diventare un
sistema ordinato; infine abbastanza tempo a disposizione per costruire
quella complessità che è legata alla vita.
Fra l’altro, essi non escludono la possibilità di forme di vita in un
liquido diverso dall’acqua, come per esempio l’ammoniaca, ed una vita
basata su minerali invece che sul carbonio. Ammesso però tutto questo, a
noi non interessa dialogare né con organismi unicellulari né con mostri
ma con esseri intelligenti almeno quanto noi e in grado di comunicare.
Per i ricercatori della SETI, molto concretamente, intelligenza vuol
dire saper costruire dei radiotelescopi ed essere in grado di
trasmettere dei segnali radio ! Se non si arriverà almeno a quel punto,
ogni discorso rimane una bella favoletta ma non avrà mai dei risultati
effettivi. E per ora, tanto per ribadire il concetto, non ne sappiamo
ancora nulla!
Prima di concludere, vorrei ancora invitare a riflettere sulla seguente
questione : ma sarebbe proprio così brutto o incuterebbe così tanta
paura l’ammettere o lo scoprire (un giorno lontano) di essere soli
nell’universo ? E se lo fossimo veramente ? E se fossimo davvero l’unica
specie vivente nell’intero universo ? E poi, come possiamo dire di
“soffrire di solitudine cosmica” (se non vi fosse la vita
extraterrestre), se già su questo pianeta, in mezzo a cinque miliardi di
nostri simili, ci sono un sacco di problemi per instaurare delle
relazioni durevoli ?
Ancora un'osservazione. Alcuni dicono che se esistessero gli
extraterrestri stravolgerebbero la nostra visione religiosa cristiana.
Però, se esistessero, io non ci troverei nulla di sconvolgente dal punto
di vista dell’unicità della incarnazione di Cristo: se Dio si è fatto
creatura (e dunque uomo o venusiano o di alfa centauri), ha dovuto
comunque scegliere (bontà sua) un luogo e un popolo particolare in cui
diventare creatura, e dunque ha scelto la nostra galassia, il pianeta
Terra, il popolo di Israele ecc. Questa è la buona novella che può
essere predicata anche ai marziani, venusiani ecc.
Non basta. Ammesso di incontrare gli extraterrestri, come ci
comporteremmo ? Pensiamoci un attimo. O saranno per lo meno al nostro
livello scientifico e tecnologico oppure saranno nettamente superiori.
In quest’ultimo caso, cosa potrebbe succedere? Noi potremmo diventare
una sorta di colonia di questi extraterrestri e … i film come
Visitors e Indipendence Day ci hanno già fatto intravedere la
sorte che ci toccherebbe ! Direi dunque di … essere realistici e
smorzare il troppo entusiasmo che potrebbe suscitare, di primo acchito,
una scoperta del genere.
Comunque, se davvero … siamo soli nell’universo, questo mi farebbe
sentire il peso di una enorme responsabilità nei confronti
dell’immensità del cosmo. Spetterebbe solo a noi, e da soli , fare tutto
il possibile per creare delle condizioni di vita migliori, e avremmo il
dovere di non starcene con le mani in mano per continuare a vivere. In
un certo senso, allora, gli extraterrestri potremmo essere noi stessi,
nel senso che, nei prossimi secoli saremmo noi (e lo saremo comunque
noi) ad andare alla scoperta degli altri mondi per eventualmente
abitarli e far sì che la vita continui ad essere presente in più parti
dell’universo.
BIBLIOGRAFIA MINIMA
P. ANGELA, Nel cosmo alla ricerca della vita, Garzanti
ASIMOV, Civiltà extraterrestri, Oscar Mondadori
G. BERNARDI, La vita extraterrestre, Newton Compton
P.DAVIES, Siamo soli? , Laterza
M. HACK, L’universo alle soglie del Duemila , BUR Rizzoli
copyright by Ernesto Riva
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