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STORIA DELLA RUSSIA FINO
ALLA RIVOLUZIONE DEL 1905

Sommario: antecedenti; guerra russo-giapponese; rivoluzione del 1905; Lenin

 
   

ANTECEDENTI


PUGACIOFF (O PUGACEV)


Le campagne russe erano state per secoli il teatro di grande rivolte contadine: la più famosa quella di PUGACIOFF (1742-1775), figlio di un cosacco del Don. Mentre la zarina Caterina II cercava di introdurre delle riforme, Pugacev, spacciandosi per lo zar Pietro III, esortò i cosacchi del Don a ribellarsi; riuscì a riunire molti seguaci ma fu catturato e squartato nel 1775. Il successo della rivolta di Pugacev fu dovuto al basarsi sui contadini, la cui volontà di infrangere la servitù della gleba fu alimentata dalle riforme di Caterina II. Ma l'insurrezione contadina, invece di spingere la zarina ad accentuare la politica riformatrice, la irrigidì, avendole rivelato una forza sociale pericolosa: i contadini asserviti erano il grande potenziale rivoluzionario.



I MOTI DECABRISTI

Alla morte dello zar Alessandro I (1825) alcuni nobili rivoluzionari decisero di rovesciare lo zarismo per instaurare un regime costituzionale (DECABRISTI da DECABR, dicembre 1825). Il nuovo zar Nicola I sconfisse però l'insurrezione e fece impiccare i capi degli insorti. Fu la prima rivolta aperta contro lo zarismo.

Solo nel 1861 Alessandro II decise di abolire la servitù della gleba (dopo che la guerra di Crimea del 1855 aveva messa in difficoltà la zarina.)

La riforma non risolse però i problemi dei contadini che ottennero solo poca terra, con l'obbligo di pagare ratealmente un alto riscatto. Il contadino liberato dal padrone rimaneva legato alla vecchia istituzione della comunità del villaggio (OBSCINA): ma il progredire dei rapporti capitalistici minava ormai questa istituzione medioevale.

L'industrializzazione della Russia ha inizio negli ultimi decenni del 1800 sotto l'impulso della borghesia occidentale e dei suoi capitali. Il capitalismo si sviluppò in Russia con un ritmo molto più accelerato che negli altri paesi dell'Occidente europeo. La formazione di un numeroso proletariato, che si concentrava in poche grandi città, costituiva un nuovo, decisivo elemento rivoluzionario in Russia.



MARXISMO RUSSO. Il marxismo russo sorse in polemica con il movimento populista (MIKAJLOVSKIJ, Gogol, Le anime morte, Herzen) che sosteneva per la Russia la possibilità di superare la fase capitalistica attraverso una rivoluzione a carattere contadino che sviluppasse in senso socialista la primitiva "comune"contadina (OBSCINA). Fu in particolare PLECHANOV che sviluppò la critica al populismo e che fondò la prima organizzazione marxista "la Liberazione del lavoro" di fronte alla inevitabilità dello sviluppo capitalistico

Plechanov vedeva nel proletariato la forza principale della rivoluzione: per questo insisteva nel creare un partito indipendente dal proletariato. Presto sorsero nel movimento rivoluzionario marxista le prime tendenze "eretiche". Da un lato i "marxisti legali" che vedevano nello sviluppo del capitalismo il progresso automatico della società e l'avvento del socialismo (essi rinunciavano così alla rivoluzione). Dall'altro gli "economisti" che sostenevano la spontanea lotta economica dei lavoratori contro i loro padroni; lasciando alla borghesia liberale la lotta politica contro l'assolutismo.

Per combattere queste due tendenze LENIN, PLECHANOV e altri fondarono nel 1900 un giornale ISKRA’ (=La scintilla). Lenin pensava che solo una rivoluzione proletaria poteva rovesciare la zarina e stabilire i presupposti per una Rivoluzione socialista. Nel suo opuscolo Che fare? chiedeva un partito rivoluzionario clandestino e rigidamente organizzato. Su queste questioni avvenne la scissione del partito socialdemocratico durante il suo 2° Congresso (1903, Bruxelles-Londra). Si divise in BOLSCEVICHI (maggioritari) e MENSCEVICHI (minoritari).

Accanto alla socialdemocrazia, si svilupparono altri due partiti:

1)il partito socialista-rivoluzionario (erede della tradizione populista e terroristica) nelle campagne;

2)il partito costituzionale-democratico (cadetto) della borghesia liberale, che auspicava un'evoluzione costituzionale della monarchia russa



GUERRA RUSSO-GIAPPONESE

La Russia costruì la Transiberiana (1891-1904) ottenendo dalla Cina il permesso di passare per la Manciuria per raggiungere Vladivostok e Port Arthur.
I contrasti coi giapponesi per il possesso della Manciuria: gennaio-febbraio 1904. Port Arthur cadde in mano ai giapponesi nel 1905 e la battaglia navale di Tsushima fece perdere la guerra alla Russia (1905). Pace di Portsmouth (1905): la Russia restituisce la Manciuria alla Cina e cede Corea e Port Arthur al Giappone.
LE FORZE DI OPPOSIZIONE ALLO ZARISMO AUMENTARONO.



LA RIVOLUZIONE DEL 1905

Il 9 (22) gennaio 1905 un corteo di operai di Pietroburgo, con alla testa un pope (parroco) GAPON, portando icone e ritratti dello zar, si avviava verso il palazzo reale con una petizione, ma le guardie spararono su di loro e ci furono molti morti (domenica di sangue). Un’ondata di scioperi percorse tutta la Russia. L'agitazione si estese anche all'esercito e nel 1905 si segnalarono parecchi ammutinamenti. L'episodio più clamoroso fu quello dell'incrociatore POTEMKIN della flotta del Mar Nero: i marinai si ammutinarono, alzarono la bandiera rossa e si unirono con gli scioperanti di Odessa (giugno 1905).

Non valse a calmare le acque l'annuncio dello zar della convocazione della DUMA (assemblea nazionale). Nell'ottobre dello stesso anno un nuovo grande sciopero generale vide unite tutte le forze di opposizioni allo zarismo, ma dopo il MANIFESTO dello zar del 17 ottobre, in cui venivano annunciate alcune concessioni, la borghesia liberale si staccò nettamente dai partiti rivoluzionari e la divisione penetrò pure tra questi ultimi.

Da una parte i bolscevichi e alcuni menscevichi di sinistra tra cui TROTSKIJ, presidente del SOVIET di Pietroburgo, sostenevano l'ulteriore avanzata della Rivoluzione basandosi sul proletariato nelle città e i contadini nelle campagne; dall'altra la maggior parte dei menscevichi temevano di isolare il proletariato dalla borghesia.

In realtà né lo zarismo, per la sua natura reazionaria, era capace di concrete concessioni liberali, né la borghesia liberale russa, per la sua estrema debolezza, era capace di conquistarsele su un sentiero di tipo costituzionale.

Lo scoppio della prima guerra mondiale e le prime sconfitte russe crearono un terreno favorevole per la rivoluzione. Lo zarismo non poteva più garantire un’adeguata condotta di guerra. Il pensiero di una rivoluzione di palazzo si faceva strada tra la stessa aristocrazia e circoli militari.



VITA DI LENIN


NICOLAJ LENIN, pseudonimo di VLADIMIR ILIC ULJANOV (1870-1924), di famiglia borghese (padre ILIA NIKOLAIEVIC, direttore; madre MARIA ALEXSANDROVNA BERG, figlia di un medico), ebbe vari fratelli e sorelle tutti rivoluzionari. Fu l'impiccagione del fratello maggiore Alexsandr, populista (tra il 1848-1881 c’erano gli slavofili che erano conservatori; gli occidentalizzati erano rivoluzionari) per un fallito attentato allo zar Alessandro III, che rafforzò in lui l'impegno politico e la critica alle insufficienze del populismo, sicché nel 1887 fu arrestato e confinato nel villaggio di KOKUSKINO, dovendo interrompere gli studi di diritto all'università di KAZAN. Si accostò al marxismo leggendo varie opere di MARX ENGELS; riprese gli studi all'università e si laureò a Pietroburgo 1891 (Pietroburgo: già capitale della Russia coi nomi di San Pietroburgo (1712-1914) e quindi Pietrogrado, assunse il nome di Leningrado nel 1924 quando già da 5 anni il governo aveva trasferito capitale a Mosca ). Fece pratica di avvocato. Tornò a Mosca nel 1893 e polemizzò contro i populisti. Nel 1895 si recò prima a Ginevra per collegarsi col gruppo marxista di Plechanov e poi a Pietroburgo unificò vari circoli marxisti nella "Unione di lotta per l'emancipazione della classe operaia". Lenin fu arrestato e poi deportato nel febbraio 1897 in Siberia (lo accompagnò la moglie, NADEZKA KOSTANTINOVNA KRUPSKAIA). Lenin continuò comunque la sua attività e dal 1900 collaborò al periodico "ISKRA’"(scintilla) (dal verso del poeta decabrista ODOJEVKIJ: "dalla scintilla divamperà la fiamma").

Intanto il 2° Congresso del Partito Operaio Socialdemocratico Russo (POSDR) a Bruxelles nel 1903 aveva segnato la rottura tra Lenin e Plechanov con Martov, tra Bolscevichi (alleanza rivoluzionaria del proletariato con le masse contadine povere) e MENSCEVICHI (soluzione graduale delle riforme in senso socialista). Lenin si batté anche sulle colonne del nuovo giornale "VPERIOD!" (Avanti!VORWÄRTS). Il principio della direzione proletaria della rivoluzione fu ribadito in concomitanza con la rivoluzione del 1905, quando Lenin tornò in Russia. Costretto però ancora all'esilio nel 1907 .

Nel gennaio 1912 fu tra i protagonisti a Praga della 6^ Conferenza del POSDR, che arrivò alla rottura completa con i menscevichi e organizzò un Partito bolscevico indipendente, che mantenne ancora però la denominazione di "social-democratico" fino al 1918.

Organo fu il giornale "PRAVDA" (verità). Allo scoppio della prima guerra mondiale fu arrestato ed espulso dalla Galizia austriaca e si rifugiò in Svizzera.

Proprio la rivoluzione russa del 1917 portava Lenin alla piena maturazione del suo pensiero: l'opuscolo Stato e rivoluzione (agosto-settembre 1917) portava Lenin a respingere ogni tipo di gradualismo, delineando una forma di Stato-Comune basato sulla democrazia dei SOVIET (Consiglio, 1905-delegati operai), che si sarebbe estinto nel processo mondiale di sviluppo del socialismo e di edificazione del comunismo.

Seguirono gli anni del "comunismo di guerra"con le trattative concluse nella pace di BREST-LITOVSK (3.3.1918), con la creazione dell'Armata Rossa per impulso di TROTSKI; l'esecuzione della famiglia dello zar a EKATERINBURG (16.7.1918), onde impedirne la liberazione da parte delle GUARDIE BIANCHE.

Ci fu un riflusso controrivoluzionario - OPPOSIZIONE OPERAIA E RIVOLTA DEI MARINAI E PORTUALI di KRONSTADT .

Lenin reagì con restrizioni interne al Partito (1921, 10° Congresso) e lanciò la NEP, come fattore distensivo fra i contadini e per contribuire alla industrializzazione e elettrificazione del paese. Intanto nel 1922 STALIN venne nominato segretario generale dall'11° Congresso.

LENIN fu colpito da emorragia cerebrale e paralisi e poco tempo dopo morì (21.1.1924).


SOVIET: per Trotskij i Soviet agitavano le masse e partecipavano alla lotta antizarista; per Lenin il Soviet era un rivale del partito e della sua struttura, nel 1917 vi furono i Soviet degli operai, dei soldati, dei contadini che ebbero funzione di governo e polizia.



 

 

 

 



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