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  LA REGINA VITTORIA

 a cura di Margherita Nebbia 4^ E

 

 

Nata nel 1819, Vittoria ebbe un’infanzia non facile. Figlia d’Edoardo, duca di Kent, era vista come probabile erede al trono sin dalla più tenera età. E’ difatti l’unica nipote legittima di Giorgio IV ancora in vita nel 1826, quando il sovrano d’Inghilterra inizia ad interessarsi alla propria successione, a causa del suo lento declino. L’interesse che la bambina suscita in lui non passa però inosservata alla madre, che nel frattempo aveva contratto numerosi debiti. Per far fronte ad essi, la donna fece un patto con l’amministratore delle sue finanze, John Conroy. Questi diede in garanzia dei debiti della duchessa le sue proprietà, il cui valore avrebbe ricevuto all’ascesa al trono di Vittoria.

La principessa è posta quindi sotto un continuo controllo da parte della madre e di Conroy. Sia lei che la sorella, Fedora, trovano soffocante l’atmosfera che regna nella loro casa, Kensington Palace, e le continue attenzioni cui è sottoposta l’erede al trono.

Alla morte del sovrano, nel 1830, è nominato re lo zio Guglielmo, un personaggio stravagante ed incline agli scoppi d’ira. Poiché è ormai anziano, la duchessa di Kent considera la successione al trono un fatto imminente. Inizia così a comportarsi in modo arrogante, continuando a tormentare il nuovo sovrano con richieste di soldi e suscitando le sue antipatie verso di lei e verso sua figlia.

Quest’ultima intanto comprende il ruolo che la attende, e rimane spaventata da esso, non sentendosi preparata e sempre più oppressa dal comportamento di Conroy. Inizia a notare il disagio che la sua presenza, a causa dell’atteggiamento arrogante dell’uomo e di sua madre, provoca a corte, e il giudizio negativo che molti avevano su di lei. Tuttavia, al contrario del sovrano, era molto apprezzata dalla gente, come può notare durante due viaggi, nel Galles e nelle Midlands nel 1832, e lungo le coste meridionali dell’Inghilterra nel 1833. Due anni dopo si ammala gravemente di febbre tifoidea, dalla quale si riprende dopo molte settimane. Ma la malattia l’ha fatta maturare, e vede sotto una luce diversa la propria posizione, comprendendo meglio la propria posizione e attendendo con trepidazione il compimento dei diciott’anni, quando sarebbe stata in grado di regnare da sola. Inizia così a prepararsi al suo ruolo di sovrana, interessandosi di politica ed economia.

Dal 24 maggio 1837, giorno in cui diventa maggiorenne, Vittoria pone le basi della propria autonomia, rafforzata dal rapido declino delle condizioni di salute del re. Questi difatti è in fin di vita, e a Kensington Palace la tensione si fa insopportabile fino al 20 giugno, quando Guglielmo IV spira nella notte. La giovane regina è finalmente libera di sua madre e di Conroy, cui impedisce l’accesso al palazzo tranne che per questioni ufficiali. Riceve un grande aiuto dal primo ministro Melbourne, il quale la introduce ai suoi doveri di regina.

Nonostante il duro lavoro, i primi anni di regno di Vittoria sono caratterizzati dalla serenità della sovrana, che riesce a risolvere i suoi problemi con il passato. Poco dopo l’incoronazione nascono però i primi attriti con Melbourne: ella si rifiuta infatti di sposare Alberto, un suo cugino tedesco di cui era rimasta affascinata qualche anno prima. Incontrandolo una seconda volta, ne rimane però nuovamente incantata, ed è pronta ad affrontare una vita in comune con lui, con il quale si lega il 10 febbraio 1840.

Nonostante la giovane età, la sposa rimane ben presto incinta, stato che non apprezza a causa delle limitazioni che comporta. A ciò, si aggiunge la posizione che Alberto ha a corte. Egli viene difatti tagliato fuori dalla vita politica della regina e, contrariato, si lamenta con lei. Ha inizio così una delle prime crisi coniugali della coppia, dovuta anche alla condizione della regina e ai problemi diplomatici e sociali che agitano il paese. Difatti sono molto sentite le piaghe della società, in modo particolare quelle dovute allo sfruttamento nelle fabbriche ed alle disumane condizioni di lavoro cui sono sottoposti gli operai e le operaie. Inoltre il principe consorte non è ben visto dall’ex - governante della moglie, che è ben presto allontanata da corte. Dopo alcune settimane di tensione, sono risolti tutti i motivi di lite, e Vittoria dà alla luce la sua prima figlia, Victoria Adelaide Mary Louise.

Non trascorrono tre mesi che la regina è nuovamente incinta, questa volta di Bertie, futuro erede al trono. I suoi cittadini tornano ad ammirare la loro sovrana per le sue doti di moglie devota e madre prolifica. Sono passati gli anni in cui la regina era considerata semplicemente una ragazza viziata e cocciuta, e ciò è dovuto all’amore che prova per Alberto. Egli è così importante per lei che ne dipende totalmente, dopo il secondo figlio ha un atteggiamento diverso nei confronti del consorte e della politica. Si affida totalmente a lui per essa, facendosi aiutare e consigliare per ogni faccenda. Non mancano però degli screzi tra i due, soprattutto durante le numerose gravidanze della donna, che partorisce in sedici anni nove bambini, cinque femmine e quattro maschi, diventando l’ideale della famiglia vittoriana. Inoltre, a causa della vita trascorsa all’aria aperta nella residenza di Balmoral, i rapporti tra la sovrana e il principe consorte migliorano, distendendosi sempre di più.

Anche con la madre ha un rapporto migliore: l’ormai anziana donna chiede scusa a sua figlia per il comportamento che ha mantenuto con lei durante l’infanzia. Vittoria prova pietà per lei e, commossa, s’impegna a mantenere la vedova dell’odiato Conroy e la sua famiglia.

 

    ... OMISSIS ...

 

Bibliografia

JACQUES CHASTENET, La vita quotidiana in Inghilterra ai tempi della regina Vittoria, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano 1985.

CAROLLY ERICKSON, La piccola regina, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 2000.

CHARLES DICKENS, Christmas Books, Oxford University Press, Oxford 1988, p. 13.

 

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 a cura di Margherita Nebbia 4^ E

 

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