‹‹Dopo il matrimonio del re
ci fu un ininterrotto succedersi di feste, di piaceri, di
galanterie, che crebbero il doppio in occasione del matrimonio di
Monsieur, fratello del re, con Enrichetta d’Inghilterra, sorella di
Carlo II. S’interruppero soltanto nel 1661, per la morte del
cardinal Mazzarino.
Alcuni mesi dopo la morte di
quel ministro, accadde un fatto senz’esempio; ma, cosa ancora più
strana, tutti gli storici lo hanno ignorato. Un prigioniero
sconosciuto fu relegato, col massimo segreto, nel castello
dell’isola Sainte-Marguerite, nel mare di Provenza; era di statura
superiore alla norma, giovane, di bello e nobilissimo aspetto. Il
prigioniero, durante il viaggio, portava una maschera con la parte
inferiore mobile per opera di molle d’acciaio, così che gli era dato
di mangiare senza togliersela. V’era l’ordine di ucciderlo se
tentava di smascherarsi. Rimase nell’isola finché un ufficiale di
nome Saint-Mars, uomo cui si affidavano incarichi di fiducia, già
governatore di Pinerolo, essendo stato fatto, nel 1690, governatore
della Bastiglia, lo andò a prendere, e lo condusse, sempre
mascherato, alla Bastiglia. Il marchese di Louvois andò a visitarlo
nell’isola prima del trasferimento, e gli parlò restando in piedi,
in atteggiamento che denotava rispetto. Lo sconosciuto fu condotto
alla Bastiglia, dove fu alloggiato nel modo migliore che consentiva
quel castello. Nulla di ciò che chiedeva gli veniva rifiutato. Aveva
un gusto spiccato per la biancheria di estrema finezza e per le
trine. Suonava la chitarra. Il vitto che gli passavano era
prelibato; il governatore solo di rado si sedeva al suo cospetto. Un
vecchio medico della Bastiglia, che spesso aveva curato quello
strano individuo, diceva di non aver mai visto il suo viso, benché
gli avesse esaminato spesso la lingua e il resto del corpo. Questo
era di proporzioni ammirevoli, diceva il medico; la sua pelle era un
poco scura. Il semplice tono della sua voce destava interesse; non
si lamentava mai del suo stato, e non dava mai a vedere chi potesse
essere.
Lo sconosciuto morì nel 1703;
fu sotterrato di notte nella parrocchia di San Paolo. Lo stupore
prodotto dal suo caso è aumentato dal fatto che, quando fu mandato
nell’isola di Sainte-Marguerite, non scomparve in Europa alcuna
persona nota. Ma egli era certamente una persona di riguardo, poiché
nei primi giorni ch’egli si trovava nell’isola, il governatore
disponeva personalmente i piatti per lui sulla tavola, e poi si
ritirava dopo averlo chiuso a chiave nella stanza. Un giorno il
prigioniero incise qualche parola con un coltello su un piatto
d’argento, e poi getto il piatto dalla finestra, in direzione di una
barca ch’era a riva, vicino al muro della torre. Un pescatore cui
apparteneva la barca, raccolse il piatto e lo portò al governatore.
Questi, stupito, chiese al pescatore: “Avete letto quel ch’è scritto
su questo piatto, e vi ha visto qualcuno mentre lo tenevate in
mano?” “Non so leggere, - rispose il pescatore; - l’ho trovato
adesso: nessuno l’ha visto”. Quel pescatore fu trattenuto finché il
governatore si fu sincerato che non aveva mai saputo leggere, e che
nessuno aveva visto il piatto. “Andate, - gli disse, - dovete essere
lieto di non saper leggere”. Tra le persone che hanno avuto
immediata conoscenza di questo fatto ve n’è una assai degna di fede
che vive ancora. Il signor di Chamillart fu l’ultimo ministro che
conobbe lo strano segreto. Il secondo maresciallo della Feuillade,
suo genero, mi ha detto di aver scongiurato in ginocchio suo
suocero, al momento della sua morte, che gli rivelasse chi era in
verità colui che non fu mai conosciuto altrimenti che come l’uomo
dalla maschera di ferro; Chamillart gli rispose che si trattava di
un segreto di Stato, e che aveva fatto giuramento di non propalarlo
mai. Vivono ancora molti miei contemporanei che possono attestare la
verità di quel che narro. Io non conosco un fatto che sia più
straordinario e meglio accertato››.
Chi è costui di cui parla
così dettagliatamente Voltaire? La Maschera di ferro è solo il
frutto di una leggenda fiorita tra il XVII e il XVIII secolo in
ambienti colti francesi, oppure una figura realmente esistita, anche
se rimasta anonima?
Personaggio ricco di fascino
e di ambiguità, la Maschera di ferro, sotto certi aspetti, è
l’emblema del suo secolo, dominato da intrighi di corte, dalle
azioni politiche condotte con mistificazione, dai sicari celati
nell’ombra.