a cura di Francesca Maxia 4^E
Maria Antonietta nacque il 2
Novembre 1755 a Vienna , in Austria. Era figlia di Maria Teresa e
Francesco I di Lorena, Imperatrice e Imperatore del sacro Romano
Impero.
Quando Maria Antonietta nacque , la
madre aveva 37 anni, regnava già da quattordici anni sull’Austria e
sull’Ungheria (vasto regno che aveva ereditato dal padre Carlo VI ) ed
aveva altri numerosi figli: Anna (17 anni) , Giuseppe (14 anni) ,
Cristina (13 anni) , Elisabetta (12 anni), Carlo (10 anni), Amalia (9
anni)Leopoldo(8 anni), Giovanna , Giuseppina , Carolina , Ferdinando
(17 mesi)(l’anno successivo , nel 1756, nacque ancora un figlio
maschio , Massimiliano).
La bambina apparve subito piccola e
delicata ma sana , e le fu imposto il nome di Maria Antonia Giuseppina
Giovanna
Aveva occhi grandi, molto spaziati di
un azzurro ceruleo chiaro e puro, simili a quelli materni.
Antonia – sempre chiamata Antoinette
nella corte austriaca , ove era in uso la lingua francese – era una
ragazzina abbastanza graziosa e molto somigliante al padre.
Fra le sorelle preferiva Carolina ,
soprannominata Carlotta, che divenne sua compagna di giochi e l’amica
più intima.
Con i fratelli e le sorelle ,
partecipava spesso ai concerti , alle recite teatrali ed agli
avvenimenti di corte.
I giovani reali erano vestiti come
adulti in miniatura : i ragazzi in giacca di velluto , calzoni alla
cavallerizza e calze di seta bianca fino al ginocchio; le ragazze in
abiti di seta a scollatura quadrata con il corpetto attillatissimo e
la gonna arricciata, sostenuta da una rigida crinolina di stecche di
balena.
A quel tempo Vienna era la capitale
musicale d’Europa , con Gluck , Haydin ed il fanciullo prodigio Mozart,
così Maria Teresa provvide a dare ai figli una cultura musicale
estesa. Non solo essi suonavano ciascuno uno strumento – Antonietta
suonava l’arpa- ma formavano gruppi: trii, quartetti e ,una volta, una
piccola orchestra.
La loro istruzione musicale era molto
più accurata dell’istruzione in storia , in geografia, in matematica,
e della conoscenza dei classici. Si insegnava loro a scrivere,
leggere, a cavarsela con il francese.
Le femmine imparavano a usare l’ago e i
maschi si esercitavano nella scherma .
Sin da piccola l’arciduchessa Maria
Antonietta fu affidata alle cure della contessa von Brandeiss, una
governante molto indulgente. L’imperatrice si interessava
personalmente dell’educazione dei figli con una serie di istruzioni
scritte :
“Insisto perché mangino tutto ,senza
andare a caccia di difetti , senza scartare e senza scegliere.” “Tutti
i miei figli hanno avuto la stessa avversione (per il pesce) e tutti
hanno dovuto superarla”. “Le ragazze non devono trascurare il loro
aspetto, anzi esse devono essere acconciamente lavate e pettinate,
ogni giorno.” “E non bisogna mai lasciare che abbiano paura. La
servitù non deve raccontare storie orripilanti”.
Bisognava invece parlare liberamente e
apertamente del vaiolo, grave malattia di quel periodo, in modo che si
abituassero a sentir menzionare le malattie e la morte e accettassero
le une e l’altra come parti inevitabili della vita.
.... OMISSIS ...
In Tribunale,
interrogatorio e sentenza di morte.
La notte del 12 ottobre venne condotta
nella sede del Tribunale rivoluzionario per esservi interrogata.
La vedova Capeto affrontò
l’interrogatorio con fermezza e le sue risposte erano sincere e
ragionevoli; venne poi nominato un avvocato d’ufficio e la detenuta fu
ricondotta in cella. Il processo continuò per due lunghissimi giorni e
alla fine venne data lettura della sentenza. Antonietta ascoltò con
calma la sua condanna a morte e non dette segno né di paura, né di
debolezza né d’indignazione.
Trascorse le sue ultime ore di vita in
cella piangendo, pregando e scrivendo un’ultima lettera a Elisabetta
per affidarle i suoi figli. Nel proprio libro di preghiere scrisse : “Mio
Dio, abbi pietà di me! I miei occhi non hanno più lacrime da versare
per voi, poveri figli miei, Adieu, adieu! “
Quando i giudici entrarono nella cella,
la trovarono in ginocchio, intenta a pregare; le legarono le mani e le
tagliarono i capelli quindi, su una carretta la condussero alla
ghigliottina. Quando la mannaia recise la testa di Antonietta, gli
applausi echeggiarono in tutta la piazza.
Era il 6 ottobre 1793.
Bibliografia
Carolly
Erickson , Maria Antonietta, ed. Oscar Storia
Mondadori
Joan Haslip,
Maria Antonietta, ed. TEA
Enciclopedia Universale De Agostini, ed. De Agostini
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