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La libertà è un classico
problema filosofico, un bellissimo problema, squisitamente metafisico ed
etico, a riguardo del quale tutti i filosofi hanno detto la loro. Per
alcuni pensatori l'uomo è libero, per altri non lo è affatto; per alcuni
la libertà umana è assoluta, incondizionata, totale, mentre per altri
essa è relativa, condizionata, parziale, limitata; per alcuni poi la
libertà umana esclude l'onnipotenza di Dio, per altri invece la
manifesta e la garantisce ulteriormente.
Come si può vedere, le teorie che sono state elaborate nel corso dei
secoli sono talmente tante e giustificate con fior fiori di
argomentazioni, che non c'è che l'imbarazzo della scelta. E' quasi una
questione di gusti: "Quale teoria preferisci? Mah, a me ispira più
questa … Sì, però questa ha in più…". Siamo quasi al supermercato delle
idee, tra i cui banchi si può scegliere e trovare di tutto.
Cosa potrei allora dire io su questo problema, visto che i più grandi
ingegni di questo pianeta hanno già espresso la loro prospettiva
motivandola approfonditamente ? Non sarò certo originale illustrando la
mia opinione ma abbiate pazienza.
Ad una prima domanda che mi venisse posta, quale ad esempio : "Per te
l'uomo è libero?", devo dire che risponderei subito di sì. Se però mi
chiedessero di motivare la mia affermazione, mi troverei ovviamente nei
pasticci perché … non è affatto facile illustrare le ragioni per cui
ritengo che l'uomo sia libero. Tuttavia, visto che ormai sono in ballo e
devo trovare una risposta, comincerei a riflettere … partendo da quella
che mi sembra la realtà concreta, dalla osservazione della vita
quotidiana, da ciò che mi circonda. In questo modo, ritengo di poter
arrivare a dire che … sì, mi sembra proprio che l'uomo possa essere
definito libero.
Nella vita di tutti i giorni, mi sembra , gli esseri umani si comportano
da persone libere, vivono per lo meno come se lo fossero e d'altronde
vengono considerati liberi e responsabili in ambito sociale, politico,
legale, morale, religioso, e questo mi basta. Non siete stati forse
liberi di leggere il sottoscritto? Non siete forse liberi di cambiare
pagina quando vi aggrada ? Non siete forse liberi di entrare in un
supermercato e di rubare, che so, una radiolina, per poi essere presi e
punti perché considerati "liberi e responsabili" della vostra cattiva
azione ? insomma, non c'è bisogno di nessuna dimostrazione filosofica
più o meno astrusa per mostrare (io mostro, non dimostro) che ci
riteniamo liberi e agiamo di conseguenza.
D'altra parte, mi sembrerebbe contraddittorio sostenere che l'uomo non è
libero. Infatti come potrei dire: "Io non sono libero e adesso te lo
dimostro" se non fossi invece libero? Se io sostenessi che l'uomo non è
libero, lo dovrei appunto motivare, e come potrei farlo se non volendolo
fare, agendo deliberatamente e dunque liberamente ?
A parte queste sottigliezze, che cosa vuol dire essere libero? Beh, in
primo luogo e tanto per sgombrare il campo da possibili equivoci, per me
essere libero non vuol dire poter fare tutto ciò che si vuole. Anche in
questo caso, partendo dall'osservazione della vita quotidiana, come si
può sostenere una teoria simile? Ma quando mai si può ritenere che
l'uomo possa fare tutto ciò che vuole? E' un'illusione molto
superficiale anche solo credere che si è liberi quando si può fare tutto
: aspetteremo invano quel momento, che non arriverà mai, del resto,
perché noi, esseri umani, siamo per natura finiti, limitati, e dunque
l'unico tipo di libertà alla nostra portata sarà una libertà sì
autentica ma sempre nell'ambito della condizione umana, che terrà cioè
conto dei limiti fisici, psicologici, culturali, ambientali ecc. di
ciascuno di noi.
Premesso questo, per me, "essere libero" significa tante cose: significa
avere la possibilità di scegliere; significa decidere da soli, cioè
riconoscere l'unicità delle nostre scelte; significa essere responsabili
di noi stessi e di ciò che facciamo nei confronti degli altri. In una
prima sintesi, potrei dire che io manifesto appieno la mia libertà
quando, avendo la possibilità di scegliere responsabilmente una
alternativa, agisco di conseguenza.
Da quanto ho appena detto ne viene che non tutti le mie cosiddette
scelte mettono in campo la mia libertà. Molte azioni, in altre parole,
sono fatte senza scomodare per forza la libertà ma sono dovute ad
esempio ad una banale reazione, ad una abitudine, ad un ordine ecc. Il
che non vuol dire che noi siamo sempre condizionati ma, piuttosto, che
il nostro comportamento è qualcosa di molto complesso, che non può
essere spiegato riduttivamente solo con un sì o con un no, riconducendo
tutte le nostre azioni e volizioni ad un unico fattore.
Insomma, ritengo che la libertà sia qualcosa di più della capacità di
alzare o abbassare un braccio oppure di scegliere tra il pistacchio e la
crema. Come la vedo io, la libertà implica la responsabilità e quindi si
riferisce soprattutto a quei comportamenti che tengono conto delle
conseguenze di ciò che è stato o non è stato fatto (anche l'omissione è
una scelta libera). Si ricordi infatti che, volenti o nolenti, noi siamo
ritenuti, per lo meno dagli altri, come liberi e responsabili delle
nostre azioni, e quindi non possiamo non tenere conto del giudizio
altrui (che sia la famiglia o lo Stato o Dio ecc.). Anzi, anche se non
ce lo ricordassimo, ci penserebbero gli altri a ricordarcelo!
Quando sono consapevole della libertà e della responsabilità delle mie
azioni, sono altresì consapevole della unicità delle mie scelte (lo
accennavo già prima). Il che può sembrare bellissimo o nello stesso
tempo bruttissimo : infatti non c'è nessun altro, in tutto l'universo,
che possa o potrà fare la scelta che faccio io e come la faccio io.
Questo ci dovrebbe per lo meno far riflettere su quanto sia comunque
gravosa la responsabilità che ha ciascuno di noi : io sono responsabile
di ogni mio atto libero e ne sono di conseguenza giudicato! Se ce lo
ricordassimo più spesso forse … faremmo qualche danno in meno.
Un altro problema delicatissimo è quello già citato tra la libertà umana
e l'onnipotenza di Dio. Qui si entra inoltre in ambito teologico e
dunque le difficoltà sono ulteriormente accresciute. La mia opinione
personale è però molto sbrigativa (anche se spero non superficiale) ed è
la seguente : la realtà concreta ti fa vedere o considerare gli uomini
liberi; se dunque Dio c'è (o anche se non ci fosse), la prima evidenza è
quella di constatare comunque che gli uomini sono liberi. Se poi
ammettiamo che Dio ci sia e che sia onnipotente, beh, anche in questo
caso non vedo delle difficoltà nell'ammettere comunque la libertà umana.
Anche perché, con un ragionamento che mi pare semplice, solo se Dio è
Dio, e cioè solo se Dio è onnipotente, può aver creato qualcosa e in
particolare può aver creato degli uomini liberi, che lo possono
contestare o rifiutare (il peccato non implica forse la libertà?),
altrimenti avrebbe potuto creare solo degli automi, delle macchine, dei
robot, più o meno ben fatti ma pur sempre automi. Se poi volessimo
entrare in ambito teologico, se Dio ci ha creati "a sua immagine e
somiglianza" come dice la Bibbia (cfr. Genesi ,1,26-27), ciò non implica
forse da un lato l'onnipotenza divina e dall'altra la libertà umana? Di
quale altra citazione avremmo bisogno per affermare che siamo stati
creati liberi e destinati ad un destino soprannaturale?
Questo mi fa venire in mente che un'altra definizione ovvero
caratteristica della libertà consiste nell'essere in grado di compiere
degli atti virtuosi gratuiti (di amore, generosità, compassione,
altruismo e simili). Ecco, in altre parole, come si può ulteriormente
manifestare (non oso dire dimostrare) la nostra libertà : quando agisco
secondo parametri del tutto nuovi, originali, imprevisti che non solo
sono inaspettati ma hanno anche un altissimo valore morale, ebbene,
allora io sono veramente libero! Non mi sento forse più leggero,
gioioso, soddisfatto interiormente ? Non mi sento forse liberato da una
sorta di peso? Sono tutti indizi che implicano l'autentica libertà della
nostra azione.
In conclusione, se siamo già liberi, possiamo però diventarlo sempre
più. La libertà, a quanto pare, non è qualcosa che ci è data una volta
per tutte ma è qualcosa che possiamo aumentare o diminuire. "Diventa
sempre più libero!": ecco quello che ci può suggerire una morale molto
spicciola. Si badi: è tutt'altro che facile perché … siamo troppo
attaccati alle nostre opinioni (mentre molte volte le opinioni personali
non sono altro che le opinioni altrui che abbiamo fatto nostre … per
pigrizia), alle nostre convinzioni, alle nostre manie, alle nostre
abitudini.
Il primo passo del cammino filosofico (lo diceva già Socrate) consiste
nello sbarazzarci da tutti i nostri pregiudizi, da tutte le opinioni non
motivate, da tutte le idee non vere, da tutte le nostre paure (sono così
tante!). Eppure molti preferiscono non essere liberi perché …è più
comodo crogiolarsi nelle superficiali certezze in cui viviamo piuttosto
che scoprire la verità Però… si continua a non vivere bene, e dunque ?
Quando avremo il coraggio di buttare la maschera (quello è il vero
coraggio!), di vincere le paure fatte …di nulla, allora potremo
finalmente cominciare la nostra liberazione interiore: quella sì sarà
l'avventura senza fine, la vera storia infinita !
BIBLIOGRAFIA MINIMA
Sul problema della libertà bisognerebbe citare tutte le opere dei
filosofi presenti e passati, poiché è uno di quei temi eterni che è
stato affrontato da molteplici prospettive. Mi limiterò dunque a citare
alcuni libri che possono favorire una
riflessione personale.
PAREYSON, Ontologia della libertà, edizioni Einaudi .
AA.VV., Libertà, edizioni Millelire/Stampa Alternativa.
JONAS, Il principio responsabilità , edizioni Einaudi.
JONAS, Il concetto di Dio dopo Auschwitz , ediz. Il Melangolo.
copyright by Ernesto Riva
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