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GIUSEPPE M A Z Z I N I
(1805-72)
Aderì prima alla Carboneria e
nel 1831 fu costretto all'esilio a Marsiglia. Meditò allora su una nuova
associazione. Vi deve essere una rivoluzione del popolo e
dell'educazione: Mazzini era contro l'accordo con i re (voleva quindi la
repubblica) e contro l'associazione cospirativa (la eccessiva segretezza
della carboneria). Visse praticamente sempre in esilio (Londra ecc.).
Fondò quindi la GIOVINE ITALIA (1831), associazione diffusa a livello
nazionale, che aveva un programma chiaro (insurrezione popolare e
instaurazione della repubblica). Fu però circoscritta, nella realtà,
all'Italia settentrionale e penetrò soprattutto nelle classi medie.
Mazzini fondò anche la GIOVINE EUROPA (1834), che si diffuse in Polonia
e in Germania.
La GIOVINE ITALIA patrocinò le insurrezioni nel 1845-45, in cui morirono
i fratelli Bandiera (veneziani, fondatori della società segreta
operaia), che sentendo che erano scoppiati i moti a Cosenza (Calabria)
arrivarono fino a Crotone ma furono traditi e condannati a morte.
MODERATI E NEOGUELFI
Cesare Balbo, Massimo d'Azeglio,
Cavour erano tutti d’accordo che l'indipendenza dell'Italia si
realizzava con lo Stato sabaudo.
Il Balbo scrisse Le speranze d’Italia (1844), in cui indicava nei
Savoia la guida per opporsi all'Austria; proponeva che l'Austria si
prendesse la penisola balcanica rinunciando al Lombardo-Veneto.
NEOGUELFI: Vincenzo Gioberti scrisse Del primato morale e
civile degli italiani (1843): egli proponeva una confederazione di
stati italiani presieduti dal Papa (contro Mazzini che non aveva tenuto
conto che gli italiani erano cattolici e moderati).
DEMOCRATICI: G. Ferrari e Carlo Cattaneo.
Ferrari: propugnava una rivoluzione delle masse.
Cattaneo (1801-69), nella rivista "Il Politecnico" (1839-44) affermò il
ruolo della cultura tecnica e scientifica nello sviluppo economico.
Sosteneva RIFORME GRADUALI, REPUBBLICA A SUFFRAGIO UNIVERSALE con
struttura federale (autonomie locali) e verso una EUROPA UNITA (in
pratica FEDERALISMO DEMOCRATICO REPUBBLICANO).
copyright by Ernesto Riva
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