... Era iniziata quella che, per
perdite umane, per la lunga durata, per i sacrifici imposti alle due
parti, per le innovazioni tecniche che provocò, è considerata la prima
guerra moderna che in alcuni aspetti anticipa le due guerre mondiali
del Novecento.
Anche la guerra americana fu una guerra
di logoramento ed ebbero un grande ruolo i fattori economici, sociali
e psicologici.
Fu una guerra d’idee, e quindi di
obiettivi illimitati. Si combatteva per la vittoria completa sugli
avversari: il Nord per costringere il Sud a rientrare nell’Unione, il
Sud per costringere il Nord a concedere l’indipendenza agli Stati
confederati.
Sono state usate varie definizioni,
dagli storici, per inquadrare il tipo di guerra.
“Guerra di secessione”: per esprimere
le origini giuridico –costituzionali della guerra, nata dal rifiuto di
alcuni Stati di accettare il vincolo federale della Costituzione; ma
questa definizione riflette il punto di vista dei vincitori, che
consideravano ribelli i promotori della secessione.
“Guerra fra gli Stati”: è la
definizione che forse meglio riflette la consapevolezza dei
protagonisti, convinti che la guerra fosse tra due nazioni.
Fu sicuramente una guerra civile,
vissuta come una tragedia, una lotta necessaria ma fratricida nella
patria comune.
Le cause del conflitto furono
molteplici, oggi non è più accettata la tesi che la guerra scaturì
dalle mire protezionistiche degli industriali del Nord-Est contro il
Sud liberista.
Fu probabilmente l’industrializzazione
la responsabile prima del conflitto; infatti lo sviluppo
dell’industria e la sua crescente richiesta di cotone rendeva sempre
più indispensabile la schiavitù per i piantatori del Sud. La schiavitù
ebbe una fondamentale importanza ideologica nel mobilitare l’opinione
pubblica del Nord e dell’Europa.
Perciò la causa fondamentale della
guerra non sta nella schiavitù in se stessa ma nella sua necessità,
per sopravvivere, di espandersi nei nuovi territori e di imprimere un
carattere schiavista alla direzione degli stati Uniti.
La guerra incrementò lo sviluppo del
Nord, che divenne travolgente; e fu proprio il Sud agrario che, con la
secessione provocò tutto questo, poiché enorme fu al richiesta di
prodotti metallurgici e meccanici, di tessuti e di scarpe.
Tra il 1862 e il 1864 vennero create le
società ferroviarie per allacciare la valle del Mississippi al
Pacifico; la massiccia emigrazione verso Ovest, provocò negli stesi
anni l’insurrezione dei Sioux nel Dakota. Ebbe inizio allora la guerra
contro gli indiani destinata a durare venticinque anni, per questo e
anche perché nella loro cultura era accettata la schiavitù, gli
indiani dell’Oklahoma si allearono con i confederati.
Sia l’Unione che la Confederazione
finanziarono la guerra prevalentemente con i prestiti e furono
introdotte anche alcune tasse. Al Nord ci fu una certa inflazione che
favorì i profitti e danneggiò i salari, ciò indusse gli operai a
creare numerosi sindacati di mestiere.
Il Sud aveva poco da opporre al
travolgente sviluppo del Nord; le esportazioni di cotone erano
impedite al blocco navale della marina nemica, mancavano la materie
prime, la fabbriche, gli imprenditori, gli operai specializzati. La
guerra, invece di creare nuova ricchezza, distrusse quella che c’era,
a cominciare dal cotone, i cui campi furono devastati dalle incursioni
delle armate unioniste.
In conclusione, quindi se al Nord la
guerra accentuava lo sviluppo in tutti i campi, anche in quelli che
con la guerra non avevano nulla in comune; il Sud era esclusivamente
impegnato nello sforzo bellico, era nazione in armi.
All’inizio del conflitto non era
assolutamente decifrabile chi ne sarebbe uscito vincitore. Infatti
fino al 1863, lo squilibrio nel numero dei soldati era minore di
quello complessivo, inoltre i confederati avevano i migliori ufficiali
ed erano i più preparati militarmente perché al Sud ogni proprietario
terriero era abituato all’uso del cavallo e delle armi.
Un altro vantaggio dei confederati era
di avere obiettivi di guerra limitati al mantenimento della situazione
creata dalla secessione, cioè l’indipendenza; infatti era sufficiente
non perdere la guerra per lasciare intatta la propria condizione,
invece per l’Unione era necessario vincere la guerra per tornare alla
situazione iniziale.
Comunque il Sud era più debole del
Nord, soprattutto per il provincialismo che lo caratterizzava, che si
traduceva in attaccamento al singolo Stato piuttosto che alla
Confederazione.