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Introduzione
Secondo quanto scrive Pierre Hadot, gli storici della filosofia prestano
un’attenzione abbastanza scarsa al fatto che la filosofia antica sia anzitutto
una maniera di vivere. Considerano la filosofia soprattutto come un discorso
filosofico. Come spiegare l’origine di un tale pregiudizio? Esso è probabilmente
legato all’evoluzione della stessa filosofia nel corso del Medioevo e dell’età
moderna. Il cristianesimo ha svolto un ruolo notevole, in questo fenomeno.
Inizialmente, a partire dal secondo secolo d. C. il cristianesimo si era
presentato come una filosofia, ossia come un modo cristiano di vivere. E
se il cristianesimo poté presentarsi come una filosofia, è confermato il fatto
che la filosofia fosse concepita nell’antichità essenzialmente come una maniera
di vivere. Se filosofare è vivere secondo la legge della ragione, il cristiano è
un filosofo poiché vive conforme alla legge del Logos, la ragione divina (cfr.
Giustino, Apologia prima, 46, 1-4). Per presentarsi come filosofia, il
cristianesimo d’altronde ha dovuto incorporare elementi tratti dalla filosofia
antica, ha dovuto far coincidere il Logos del Vangelo di Giovanni con ad es. la
ragione cosmica degli stoici e/o con l’intelletto aristotelico o platonico. Ha
anche dovuto integrare gli esercizi spirituali filosofici nella vita cristiana.
Questo fenomeno si sviluppò intensamente nel monachesimo delle origini, anzi il
Medioevo ereditò la concezione della vita monastica come filosofia cristiana,
ossia come la maniera cristiana di vivere. Anche se poi nel Medioevo la
filosofia diventerà gradualmente non solo un modo di vivere ma una attività
teorica e astratta, da cui ne deriverà che la filosofia diventerà la ancilla
theologiae.
L’essenza del cristianesimo
Quali sono le caratteristiche che distinguono il Cristianesimo dalle altre
religioni? Essenzialmente due: Gesù di Nazaret è vero Dio e vero uomo; Dio è
Trinità.
Gesù di Nazaret è vero Dio e vero uomo perché … è l'unico personaggio della
storia umana che ... sia risorto dai morti! Questo ci è testimoniato dai
racconti evangelici che narrano l'esperienza trasformante che ha avuto come
protagonisti gli apostoli ed i discepoli di Gesù. E' un fatto talmente unico che
le uniche alternative sono: o si tratta della più colossale truffa che continua
da 2000 anni a questa parte oppure... bisogna ammettere che, per una volta,
nella storia umana, è capitato qualcosa che, ragionevolmente, ci fa esclamare:
"e perché no?", "perché non potrei ammetterlo?", "perché non potrebbe essere
successo?".
Il nucleo della testimonianza è dato in particolare dal cap. 20 del Vangelo
secondo Giovanni. Leggiamo:
"Nel giorno dopo il sabato, Maria di Magdala si recò al sepolcro di buon
mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal
sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che
Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non
sappiamo dove l'hanno posto!". Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro
discepolo, e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro
discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Chinatosi,
scorge le fasce distese, ma non entrò. Giunge intanto anche Simon Pietro, che lo
seguiva, ed entra nel sepolcro e contempla le fasce distese, e il sudario, che
era sul capo di lui, non con le fasce disteso, ma al contrario avvolto in una
posizione unica. Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo
al sepolcro, e vide e credette(capì che era vero)....", (Gv, 20, 1-8).
Da queste poche, essenziali parole, si può dedurre come la resurrezione sia
successa. Se qualcuno fosse stato presente all'interno del sepolcro, illuminato
dai primi raggi del sole della domenica, avrebbe visto le tele risplendere
intensamente e poi, subito, spegnersi; avrebbe assistito all'istantaneo
asciugarsi delle tele, reso evidente da un loro cambiamento di colore; nello
stesso tempo, avrebbe osservato il volatilizzarsi di tutti i profumi e ne
avrebbe percepito il fragrante odore; avrebbe constatato il lento abbassarsi,
sulla pietra sepolcrale, delle fasce, che non avvolgevano più il corpo di Gesù;
ed infine avrebbe ammirato il rimanere in posizione rialzata del sudario, che
non avvolgeva più il capo di Gesù, ma, come per incanto, non si abbassava con le
fasce. Tutti questi fenomeni potevano essere provocati solo dalla resurrezione.
Il corpo di Gesù si "trasfigurò", producendo luce e calore, e, senza uscire
dalle tele, entrò nella dimensione dell'eterno. Si noti: le fasce, più pesanti e
più estese si adagiarono sulla pietra; il sudario, più leggero e meno esteso,
restò invece in uno stato di equilibrio instabile. Se il sudario è rimasto nella
sua posizione di avvolgimento e non si è disteso con le fasce, vuol dire che
nessuna forza, anche piccolissima, è venuta ad influenzarlo. Questa osservazione
ci permette di concludere che la resurrezione è avvenuta con potenza ma anche
con delicatezza estrema (cfr. A. Persilli, Sulle tracce del Cristo risorto,
Ed. Casa della Stampa, 1988, pp. 187-189). Di fronte a tale evento non si può
non rimanere stupefatti. L'ultima parola rimane però alla nostra libertà:
abbandono e fiducia in un Dio che ha vinto la morte, oppure accettazione della
morte come ultima e inevitabile realtà.
I Vangeli e la Bibbia
Ho detto prima che l'evento della resurrezione è descritto nel Vangelo. Bisogna
ora fare un breve excursus storico per ricordare che cos'è un Vangelo. La
parola, di origine greca, vuol dire semplicemente "buona novella, buona notizia"
e indica naturalmente il fatto che Dio ha mandato Gesù per salvare gli uomini
dal peccato e dalla morte. I primi discepoli, testimoni della resurrezione e in
seguito delle molte apparizioni che Gesù fece, decisero di mettere per iscritto
gli avvenimenti di cui erano stati protagonisti e diedero quindi origine ad un
nuovo genere letterario, quello appunto dei Vangeli, che non sono né puramente
racconti storici né solo edificanti, ma testimonianze di fede "perché crediate
che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel
suo nome" (Gv., 20,31). Nel corso del tempo, ai Vangeli si unirono altri scritti
(Atti degli Apostoli, le Lettere di Paolo, Giacomo, Pietro, Giovanni,
l'Apocalisse) che formarono il canone degli scritti di ciò che fu chiamato Nuovo
Testamento (= nuovo patto) e fu ritenuto dai cristiani parola di Dio e quindi da
considerare sacro come già sacri erano da essi ritenuti i testi della BIBBIA
ebraica, che fu poi chiamata Antico Testamento. Oggi gli ebrei considerano
ispirati solo i testi di quello che i cristiani chiamano "Antico Testamento",
mentre i cristiani considerano la Bibbia come formata dalle due parti di Antico
e di Nuovo Testamento.
Curiosità: chi divise i brani della Bibbia in capitoli e versetti?
Stefano Langton, professore a Parigi e poi cardinale, verso il 1214 divise in
capitoli la Bibbia latina detta Volgata (fu S. Girolamo che tradusse in latino
l'Antico Testamento dall'ebraico, verso la fine del 300 d. C.). Quanto ai
versetti, il primo a numerarli fu Sante Pagnini da Lucca nel 1528. Per il Nuovo
Testamento, divenne normativa la divisione e la numerazione dell'editore
francese Robert Etienne (Stephanus) nel 1555.
Patristica e Scolastica
La filosofia cristiana inizia con la PATRISTICA e continua poi con la
SCOLASTICA. La PATRISTICA fu così chiamata perché i primi scrittori
cristiani che difesero il cristianesimo furono detti appunto PADRI DELLA
CHIESA. La Patristica va dalle origini del Cristianesimo fino al 9°
secolo, con GIOVANNI DAMASCENO per la Chiesa Greca e con BEDA IL
VENERABILE per la Chiesa Latina. La SCOLASTICA rappresenta invece la
cosiddetta filosofia cristiana medievale ed arriva fino al 1400 ca.
Lo
gnosticismo
Nei primi tempi del Cristianesimo era molto diffusa una eresia chiamata
Gnosticismo. La parola "eresia" vuol dire scelta per indicare proprio
che gli eretici sceglievano di privilegiare un aspetto piuttosto che un
altro nell'insieme delle dottrine cristiane e quindi sbagliavano,
andando contro gli insegnamenti della Chiesa. Lo Gnosticismo (da GNOSIS,
che vuol dire conoscenza) era diffuso soprattutto nel 2° secolo ed i
suoi massimi rappresentanti furono BASILIDE, CARPOCRATE, e soprattutto
VALENTINO (Basilide e Valentino furono anche accusati di docetismo, da
dokeo = appaio, teoria che sostiene che il corpo di Cristo è pura
apparenza).
Le dottrine gnostiche ritengono che la salvezza è data da Dio a pochi
eletti per mezzo di una conoscenza particolare, rivelata da Dio a pochi.
Da quanto appena detto si nota subito l'abissale differenza tra tali
dottrine ed il cristianesimo autentico che predica invece la salvezza
per tutti e grazie soprattutto alla fede. Per gli gnostici vi è un
dualismo radicale tra il mondo superiore, perfetto, che è la nostra vera
patria, ed il mondo terreno, inferiore, malvagio, che è il nostro
"esilio" e, in quanto realtà degradata, è stato fatto da una divinità
inferiore a Dio. Tra il mondo e Dio vi sono degli esseri intermedi,
chiamati EONI, che sono esseri divini ed eterni i quali costituiscono la
pienezza della divinità (plèroma). Cristo è uno di questi eoni e per la
precisione l'ultimo. Gli uomini sono divisi in pneumatici, psichici ed
ilici. Anche se in tutti c'è una particella divina che aspira a tornare
a Dio, solo i primi sono certi della loro salvezza.
I primi Concili
Per combattere le eresie furono indetti i CONCILI, cioè riunioni di
vescovi col papa in cui si discutono le nozioni fondamentali della fede.
Le decisioni prese durante i Concili diventeranno poi gli insegnamenti
offerti alla fede del singolo credente. Citerò qui in breve solo i primi
quattro Concili di NICEA, COSTANTINOPOLI, EFESO, CALCEDONIA, che
stabilirono per sempre i dogmi fondamentali del Cristianesimo: unità e
trinità di Dio, Gesù vero Dio e vero uomo ecc.
NICEA (325): fu convocato da Costantino per affermare il dogma
(=verità di fede) della divinità di Gesù. In quel periodo infatti vi era
Ario (336), un prete di Alessandria, il quale riteneva che l'unità di
Dio non fosse compatibile con la pluralità delle persone divine. Secondo
Ario, Gesù, Figlio di Dio, non ha la stessa natura del Padre ma è la sua
prima creatura: per meglio dire, Gesù è di sostanza simile (omooiusios)
e non di sostanza uguale al Padre (omoousios). Contro Ario scese in
campo ATANASIO, vescovo di Alessandria (295-373), che difese l'unità e
la trinità di Dio. Il Concilio stabilì definitivamente che Gesù è della
stessa sostanza del Padre: una è la sostanza divina e tre sono le
persone divine (il Padre ingenerato, il Figlio generato, lo Spirito che
procede dal Padre).
COSTANTINOPOLI (381): fu convocato dall'imperatore Teodosio,
contro l'eresia di MACEDONIO, patriarca di Costantinopoli, il quale
negava la divinità dello Spirito Santo, dicendo che era un semplice
"servitore" di Dio, simile agli angeli. Nel Concilio si afferma invece
che lo Spirito Santo è Dio come il Padre e come il Figlio e si redige il
cosiddetto SIMBOLO NICEO-COSTANTINOPOLITANO, cioè il Credo che è
recitato in tutte le chiese cristiane (cattoliche, ortodosse,
protestanti), il quale rappresenta la sintesi degli insegnamenti
fondamentali del Cristianesimo.
EFESO (431): fu indetto per confutare le tesi di NESTORIO
(381-451), il quale sosteneva che in Cristo vi erano due nature e due
persone, mentre il Concilio afferma in Gesù una sola persona, quella
divina. Inoltre Maria fu proclamata solennemente Madre di Dio (Theotokos)
perché Gesù è Dio, ma è anche vero uomo.
CALCEDONIA (451): fu indetto contro EUTICHE che sosteneva il
monofisismo: cioè in Gesù vi è una sola natura mista, umana e divina. Il
Concilio accettò invece la tesi di CIRILLO DI ALESSANDRIA, il quale
riteneva che in Cristo vi è una sola persona e due nature, una umana e
una divina. Si ricordi che il termine latino persona corrisponde
al greco hypostasis, che indica una realtà distinta, che sussiste
in sé; mentre il termine greco ousia corrisponde al latino
substantia o natura, ed indica ciò che è comune ad individui
della stessa specie, quindi non esiste in sé ma nelle persone a cui è
comune.
BIBLIOGRAFIA
P.Hadot,
Esercizi spirituali e filosofia antica, Einaudi
AA.VV, La Bibbia, varie edizioni
G.C. Benelli, La gnosi, Oscar Mondadori
F. Carcione, Le eresie, Edizioni Paoline
Girardet, Cristiani perché, edizioni Claudiana (punto di vista
protestante)
Ratzinger, Introduzione al cristianesimo, Queriniana (punto di
vista cattolico)
Messori, Ipotesi su Gesù, ed. SEI
Messori, Dicono che è risorto, ed. SEI
Messori-Brambilla, Qualche ragione per credere, Oscar Mondadori
Ottaviano, I fondamenti del cristianesimo, Elledici
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