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BREVE STORIA DELLA
CONQUISTA DEL MESSICO
a cura di Luca Miglietta, 3^G,
2004-2005
Introduzione
I primi nuclei dell’impero coloniale spagnolo nel nuovo mondo furono
le Antille e alcune terre del mar dei Carabi. La monarchia spagnola
aveva creato la contractation a Siviglia col compito di
regolare per conto della corona tutto il commercio da e per
l’America e il Consiglio dell’India per la gestione degli affari
oltreoceano. L’espansione del primo nucleo di possedimenti spagnoli
in America incominciò sotto Carlo V e coincise pressappoco con il
suo regno. Essa partì dalle basi nelle Antille e si diresse sia
verso la penisola dello Yucatan che verso sud, in direzione
dell’attuale Venezuela e del Perù. Si concluse in un periodo
relativamente breve, della durata di circa mezzo secolo, ad opera di
conquistadores, avventurieri audaci e senza scrupoli, appartenenti a
diversi ceti sociali, spinti nelle nuove terre dal desiderio di
impadronirsi di immense fortune.
Riassunto della conquista
Hernan Cortés era un nobile ridotto in miseria; era astuto,
ambizioso, coraggioso, robusto, capace di alternare ferocia e
calcolo politico, capace di trascinare e manipolare gli uomini.
Quando diede inizio alla conquista del Messico per la corona di
Spagna, l'impero azteco era all'apice della sua potenza sotto il
governo di Montezuma II (1502-1520).
Salpato da Santiago il 18 novembre 1518, Cortés guidò una spedizione
finanziata da Velasquez, governatore di Cuba e composta da 11 navi,
500 soldati, 100 marinai, 16 cavalli, 10 cannoni.
Inizialmente costeggiò la penisola dello Yucatan, dove ebbe i primi
contatti con gli indigeni. In questa fase acquisì i suoi due
interpreti: il primo era un naufrago spagnolo, che aveva appreso la
lingua dello Yucatan; il secondo era una donna, Donna Malinche, che
parlava tutte le lingue indie. Questo consentì a Cortés di poter
dialogare con qualunque popolazione incontrasse.
Lo sbarco vero e proprio ebbe luogo a Veracruz (nome della città
fondata dallo stesso Cortés in quel luogo) nella primavera del 1519,
il Giovedì Santo. Nel giro di una giornata gli spagnoli furono
raggiunti dagli emissari di Montezuma. Il sovrano era stato
avvertito da tempo della presenza di stranieri su strane navi lungo
le coste del Messico, e ne era angosciato a causa della profezia sul
ritorno di Quetzalcoatl, la divinità positiva e benefica dell’antico
Messico, in perenne antagonismo con Tezcatlipoca, signore delle
tenebre e del male. Secondo gli Aztechi tutto l’universo viveva
della lotta fra le due divinità in un continuo processo di morte e
rinnovamento. Nell’ultimo di questi rivolgimenti, Quetzalcoatl era
stato temporaneamente sconfitto dall’avversario e l’epoca vissuta
dagli Aztechi si svolgeva dunque nel segno di Tezcatlipoca.
Quetzalcoatl aveva però promesso di tornare, ed una data possibile
di questo ritorno era proprio il 1519, ed il giorno esatto era il
Venerdì Santo, compleanno del Dio. ...
... OMISSIS...
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