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BILL OF RIGHTS

 
 
Il "Bill of Rights" (La legge dei diritti) e la "Petition of Rights" (1628, la Petizione dei diritti) costituiscono, insieme alla "Magna Charta" il fondamento costituzionale inglese.
Il Bill of Rights, a 60 anni di distanza dal documento precedente, evidenzia forti cambiamenti nell’ambito del diritto: Lords e rappresentanti dei Comuni non "presentano umilmente" le loro proteste e "molto umilmente pregano" che vengano accolte le loro richieste, ma sono essi stessi, riuniti "a Westminster legalmente, pienamente e liberamente rappresentanti tutti i ceti del popolo di questo reame", a stabilire che Guglielmo e Maria siano dichiarati re e regina d’Inghilterra. Si comincia ad affermare un potere monarchico almeno parzialmente controllato dalla volontà del Parlamento.






Bill of Rights (1689)



… I Lords Spirituali e Temporali e i Comuni… dichiarano:

Che il preteso potere di sospendere le leggi, o l’esecuzione delle leggi, per autorità regia, senza il consenso del Parlamento, è illegale.

Che il preteso potere di dispensare dalle leggi, o dall’esecuzione delle leggi, per autorità regia, come è stato affermato ed esercitato recentemente, è illegale.

Che l’ordine di costituzione delle recente Corte di Delegati per le Cause ecclesiastiche, e tutti gli altri ordini e corti di siffatta natura, sono illegali e perniciosi.

Che imporre tributi in favore o ad uso della Corone, per pretese prerogative, senza l’approvazione del Parlamento, per un periodo più lungo o in altra maniera che lo stesso Parlamento non ha e non avrà concesso, è illegale.

Che i sudditi hanno il diritto di petizione al Re ed ogni incriminazione o persecuzione per tali petizioni sono illegali.

Che riunire e mantenere nel Regno in tempo di pace un esercito stabile, se non vi è il consenso del Parlamento, è contro la legge.

Che i sudditi Protestanti possono tenere armi per la loro difesa adeguate alla loro condizione e permesse dalla legge.

Che l’elezione dei membri del Parlamento deve essere libera.

Che la libertà di parola e di discussione o di stampa in Parlamento non deve essere impedita o contestata in nessuna corte o luogo fuori del Parlamento.

Che non devono essere richieste eccessive cauzioni, né ammende eccessive, né inflitte pene crudeli e inusitate.

Che i giurati devono essere debitamente iscritti nelle liste e debitamente nominati, e che i giurati dei processi di alto tradimento devono essere liberi proprietari (freeholders).

Che ogni consenso o promessa di pagamento di pene pecuniarie prima che il reo sia convinto è illegale e nulla.

E che, per far giustizia di ogni gravezza e per emendare, rafforzare e preservare le leggi, le riunioni del Parlamento devono essere tenute frequentemente. […]

Ed essi chiedono e domandano, con insistenza l’osservanza di tutti e ciascuno dei predetti punti come loro indubbi diritti e libertà… Pienamente fiduciosi che Sua Altezza il Principe d’Orange vorrà perfezionare l’opera di liberazione da lui iniziata e li vorrà preservare dalla violazione dei diritti che essi hanno qui affermato e da ogni altro attentato alla loro religione, ai loro diritti e libertà, i detti Lords Spirituali e temporali e i Comuni riuniti a Westminster stabiliscono che Guglielmo e Maria, Principe e Principessa di Orange, sono e sono dichiarati Re e Regina di Inghilterra Francia e Irlanda e dei domini ad essa appartenenti. […]



 

 

 

 

 





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