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Bacon ebbe un’idea altissima del valore e dell’utilità della scienza a servizio
degli uomini. Egli intese la scienza come una ricerca sperimentale ed una
tecnica che consenta all’uomo di dominare la realtà (sapere è potere). Bacon
progettò una sorta di enciclopedia delle scienze che a differenza della
tripartizione aristotelica in scienze teoretiche, pratiche e produttive (o
poietiche), si basi sulle facoltà umane. Ecco quindi le scienze che si fondano
sulla memoria (la storia, intesa sia come storia della natura che come storia
civile), sulla fantasia ( la poesia, la narrativa, l’arte drammatica e
parabolica, cioè che illustra delle verità) e sulla ragione (la filosofia –
scienza universale – e le varie scienze particolari).
Il Novum Organum è un’opera che vorrebbe innovare la logica aristotelica
(ricordate l’Organon, cioè l’insieme degli scritti di logica di
Aristotele?). Bacon dice che la scienza e la potenza dell’uomo sono la stessa
cosa: tanto più conosco tanto più posso.
Il primo libro dell’opera è dedicato a liberare l’uomo dai pregiudizi radicati
nella sua mente. Gli IDOLA TRIBUS sono quegli errori comuni a tutti gli uomini,
mentre gli IDOLA SPECUS sono quelli proprio di ciascuno. I primi denunciano che
l’intelletto umano è impaziente, pretende di adattare la natura alle sue
esigenze, è portato a supporre nella natura una armonia maggiore di quella reale
ecc. I secondi dipendono invece dalla educazione, dalle abitudini, dai casi
fortuiti, dai gusti personali. Ma non basta: ci sono altri tipi di errori in cui
l’uomo cade. Vi sono gli IDOLA FORI, i quali derivano dal linguaggio: o sono
nomi di cose che in realtà non esistono oppure sono nomi di cose che esistono ma
sono confusi. Infine, gli IDOLA THEATRI che derivano da dottrine filosofiche del
passato a cui uno da ancora credito oppure da dimostrazioni errate. Bacon dice
invece che la verità è figlia del tempo, non della autorità. Essa si rivela
gradualmente all’uomo, attraverso sforzi e ricerca incessante.
La ricerca scientifica si basa sia sui sensi che sull’intelletto. L’induzione
(=il passaggio dal particolare all’universale), com’è intesa da Bacon, si fonda
sulla scelta e sulla eliminazione dei casi particolari; scelta ed eliminazione
ripetute più volte sotto il controllo dell’esperimento.
Bisogna dunque in primo luogo raccogliere e descrivere i fatti particolari.
Bacon chiama questa raccolta e descrizione la storia naturale e sperimentale.
Vi sono a questo riguardo le tavole di presenza (in cui un fenomeno si
presenta), di assenza (lo stesso fenomeno non è presente), comparative (il
fenomeno si presenta in gradi decrescenti) e infine tavole esclusive (che
escludono il verificarsi di un fenomeno). Le tavole permettono di elaborare una
prima ipotesi (prima vindemiatio), che guiderà la ricerca successiva. Con
successivi esperimenti l’induzione metterà alla prova l’ipotesi fatta (istanze
prerogative). E quindi si giungerà alla istanza cruciale: essa permetterà di
riconoscere la causa vera del fenomeno studiato. La causa che ha provocato un
determinato fenomeno viene chiamata da Bacon forma, la quale riguarda sia
l’essenza del fenomeno che la legge che ha prodotto il fenomeno stesso. È
interessante notare come nella induzione baconiana non vi sia posto per la
matematica! Strano a dirsi, ma egli non riconobbe ad essa nessuna funzione
efficace per la ricerca scientifica. Questo probabilmente perché in fondo il
presunto sperimentalismo di Bacon si mantiene invece ancora negli ambiti della
metafisica aristotelica e dunque non riesce a dare alla scienza un migliore
organo di ricerca, anche se la scienza dell’epoca è ancora fra tradizione e
innovazione, baconiana e galileiana.
La Nuova Atlantide. Bacon scrisse anche un’opera di carattere utopistico
o, se vogliamo, fantascientifico, in cui racconta l’incontro con un’altra
civiltà, molto più evoluta, nell’isola di Bensalem. Tra l’altro, vi è nell’isola
una fondazione o ordine o società chiamata Casa di Salomone, dedicata alla
“conoscenza delle cause e dei segreti movimenti delle cose per allargare i
confini del potere umano verso la realizzazione di ogni possibile obiettivo”.
Bacon immagina che questa civiltà sia stata in grado di costruire oggetti come
la radio, il telescopio, il microscopio, l’aereo e il sottomarino.
NOTA BIOBIBLIOGRAFICA
Francis Bacon nasce a Londra il 22 gennaio 1561 da sir Nicholas Bacon,
Lord guardasigilli della Regina Elisabetta. Studia a Cambridge e si
laurea in legge. Si dedica sia alla carriera politica che allo scrivere.
Nel 1597 pubblica la prima edizione dei Saggi. Nel 1603 viene nominato
cavaliere. Nel 1606 si sposa a 44 anni, senza nessuna simpatia per il
matrimonio, con la quattordicenne Alice Barnham. Nel 1617 viene nominato
Lord Keeper, la stessa carica di suo padre, e l’anno dopo Lord
cancelliere, oltre che Barone di Verulamio (città romana sulle cui
rovine fu fondata la città di St. Albans, nello Hertfordshire). Nel 1620
pubblica il Novum Organum. All’apice della sua potenza, viene
accusato di irregolarità in una inchiesta riguardante il monopolio della
fabbricazione dei fili d’oro e d’argento e degli alberghi. Bacon
riconosce la sua negligenza e la sua confessione meraviglia i membri
della Camera. Viene condannato ad una multa di 40.000 sterline, la quale
verrà più tardi condonata. Bacon si ritira nella sua casa di campagna.
Muore di bronchite il 9 aprile 1626. Postuma appare la Nuova
Atlantide.
F. Bacon,
Opere filosofiche, ed. UTET
M. Fattori, Introduzione a Francis Bacon, "i filosofi", Laterza
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